
Certe volte davvero devo stare da solo:
da tutta la gente devo prendere il volo.
Certe volte non sopporto nessuno:
se non scappo via, ammazzo qualcuno.Forse ho capito il problema qual è:
la vita sociale non fa per me
Spendersi in futili chiacchiere
per dare il migliore profilo di sé.Certe volte non riesco ad alzarmi dal letto la mattina:
la vita è troppo noiosa, e allora stacco la spina
Forse, forse, è solo uno stato mentale
ma all’idea di uscire io mi sento maleForse ho capito il problema qual è:
la vita sociale non fa per me
Spendersi in futili chiacchiere
per dare il migliore profilo di séCerte volte mi scopro a fare fatica a parlare:
dico “Ciao, come va?” poi resto a guardare.
Forse potrei far di meglio se lo volessi
ma sono troppo pigro e poi non credo che mi interessiForse ho capito il problema qual è:
la vita sociale non fa per meJet Set Roger – “La vita sociale”
Ma alla fine non era solo il ritornello a contare… l’intero testo è una buona rappresentazione della questione. Ecco, giusto per chiarire che a volte mi trovo a confrontarmi con mentalità diverse e che mal-comprendo. Ho scritto ciò a futura memoria, magari un girno poi cambierò idea anche io e mi convertirò al partito del piede + ciabatta, magari mi passerà anche la voglia di comunicare e mi incollerò completamente al mio divano a formare un blocco unico: io, il divano, i miei piedi nelle pantofole, avvinghiato a un dual-shock, gli occhi spiaccicati sul televisore, movimenti semiplastici dei polpastrelli e junk food manco fosse il piano Marshall.
Per adesso cercherò di imparare a memoria la canzone per riproporla nei momenti più adatti, adattandola a conversazioni che in fondo vertono proprio su quegli argomenti tanto cari al partito sopracitato: tecnologia, neosocialismo, protoliberismo, videogiochi, siti porno, merendine, celhopiùlunghismi di stampo 2.0 (tipo la posizione sulla blogbabel), esplosioni di cattolicesimo inverecondo, dichiarazioni di stima verso certe boyband germaniche con velleità nipponiche (in salsa transgender) ed in fine pippologie volte a dimostrare la superiorità dell’astratto sul concreto.
Il mitico disegno in testa al post è stato fatto dal mio amico che porta sempre, per quanto opinabili esteticamente parlando, dei mocassini afgani.






4 Commenti
27 Marzo 2008 alle 2:14 pm
Ma la filastrocca lhai inventata di sana pianta tu?
Davvero bella, quasi come gigino la fame.
27 Marzo 2008 alle 4:28 pm
Qui non calano solo gli zuccheri.
Se la vita sociale non facesse per te, non avresti un blog. Si tratta solo di migliorarla.
Ciao
27 Marzo 2008 alle 7:38 pm
Ho appena aggiornato il post. L’ho scritto di fretta, forse un po’ troppo.
@cASTRY: No, devo ammettere di non averla scritta io, comunque ho aggiornato, si tratta dei jet Set Roger (ne esiste pure una versione in inglese).
@ Prof: Confermo, ho scritto questo post in conseguenza di altre importanti estremità vitali in caduta libera, più importanti degli zuccheri. Sul fatto di migliorare le mie frequentazioni non posso che darle ragione, ci sto lavorando nonostante l’affetto che mi lega a certe persone. Ogni tanto bisogna pur dare un taglio, lasciar perdere situazioni asfissianti, nel frattempo ci si fa’ gli anticorpi.
Sulla questione del blog come espressione (o forse estensione) sociale sono d’accordo in linea di massima; io continuo a preferire il contatto umano. E con te (posso darle del tu professore?) siamo già a due filosofi e mezzo (il terzo mezzo è “filosofo wannabe”) che mi leggono, WOW!
28 Marzo 2008 alle 5:40 pm
Bene per il tu e giusta la preferenza per il contatto umano diretto, altrimenti si avrebbe poco da comunicare nel blog.