13 Aprile 2008...12:00 am
Elucubrazioni sull’ipercubo nel mondo moderno.
E piantiamola di fare gli intro-estroversi solo perché giova alla nostra immagine e ci dona quall’ aria pseudocompassionevole che per qualcuno attira figa. Piantiamola di giustificare i nostri eccessi dietro maschere di luce abbagliante, dietro voci e sorrisetti assordanti. Vogliamo veramente essere controcorrente?
Ma per favore!
Ci sono cose nella vita di una persona che impongono delle scelte. Personali.
Ci sono delle persone,delle situazioni, delle concomitanze che condizionano queste scelte.
Ci sono persone deboli ed indifese. Ci sono persone Folli. Ci sono persone con visioni del mondo e delle cose costruite ad arte.
“Come sei rassicurante, perché ti sei compromesso”: comprendere il prossimo, capire le persone o anche solo l’origine di un mal di testa o lo stato d’animo di una persona sono ormai cose curabili solo con pillole pastiglie e beveroni. La comprensione non è più qualcosa di profondo, riguarda oramai la punta delle proprie scarpe, il problema che si presenta all’istante. Prevedere, comprendere, ragionare, aiutare, parole vuote. Ora mai tutto deve essere scritto a grandi lettere, urlato o sparato, dipinto di vernice o intessuto sopra un vestito. i valori sono accessori, le necessità primarie si confondono col benessere di una persona e si producono alterazioni controllate della propria emotività momentanea per dissimulare orrore e sconcerto.
Si parla. Tanto. Di ipocrisie. Ma dove sta l’ipocrisia quando la società e le persone si ispirano a modelli sempre più estetici e meno etici? “Estetica/Anestetica” E’ la dura realtà.
Oggi uno si droga ed è un figo perché shara (condivide) la droga con i suoi amici. Amici poi… etichette di loro stessi, feticci e rappresentazioni di una necessità sociale come la condivisione del tempo. Amicizia, altra parola con la quale riempirsi la bocca. Buona solo per definire un rapporto di mutuo scambio di informazioni e/o favori di vario genere: psicologici, affettivi, emozionali, veniali, sessuali ecc…
La noia porta a delle estremizzazioni non indifferenti: la metanoia a schizofrenie persistenti.
Poi il resto, come dicevo, è accessorio: non è provocatorio, non turba lo stato d’animo, non rompe dagli schemi oppure non rende abbastanza scemi. Impressionarsi ad osservare un tramonto è diventato
banale: oramai si giustifica un fatto simile solo se lo si fa in coppia. L’emozione ci piace solo se la vediamo attraverso un tubo catodico o attraverso un tv al plasma. Fare altrimenti richiede troppe energie e cii espone rendendoci deboli. Vogliamo fare gli individualisti perché ci piace sempre mostrare sempre il nostro profilo migliore? Ci piace ridurre le nostre debolezze, fragilità, i problemi ad un argomento scherzoso su cui poter fare della sana banalizzazione, lo facciamo sempre?
OK.
Facciamolo fino in fondo. Ma siamo sicuri?
Siamo persone migliori.
Io scrivo la mia rabbia e la proietto sugli schermi delle persone che la leggono, a volte sublimo i miei stati d’animo attraverso lunghissimi o brevissimi periodi, utilizzando parole talvolta ricercate per assonanza o straniamento.
Qualcuno si sfoga andando in palestra. Qualcuno rovina il suo fegato bevendo vodka o tavernello scadente. Qualcuno si droga. Qualcuno si rifugia in universi virtuali. Qualcuno prova a chiedere aiuto e non viene ascoltato, qualcuno l’aiuto lo trova. Qualcuno si chiude in casa o vive in simbiosi col prossimo. Qualcuno costruisce castelli di sabbia.
Qualcuno non regge il confronto e la realtà fatta di occhi dietro a persone col feticcio per i paraocchi. probabilmente è considerato troppo monotono e noioso, Piatto. Non lo è. E’ la miopia del mondo che censura e giustifica i suoi problemi e non offre aiuto, è troppo faticoso aiutare il prossimo. E’ troppo pericoloso comprendere ed aiutare, è troppo. Meglio guardare la tv, drogarsi, giocare alla play, star seduti in poltrona o fingere di essere qualcun altro.
Avvertenze: se vi sentite offesi poco m’importa: internet è una rete ancora libera e potete pure cambiare pagina o scrivere qualche commento. Sono solo molto triste perché una persona di mia conoscenza si è suicidata impiccandosi al Parco Lambro. aveva solo un anno più di me. Non ce l’ho con nessuno in particolare: odio solo il sistema (oramai è un cliché ma poco m’importa perchè sono giunto alla conclusione di vivere in un mondo schizofrenico e non mi piace).





3 Comments
14 Aprile 2008 at 8:50 pm
però.. non male!
sexandthepeople.blogspot.com
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17 Aprile 2008 at 4:27 pm
“Amicizia, altra parola con la quale riempirsi la bocca. Buona solo per definire un rapporto di mutuo scambio di informazioni e/o favori di vario genere: psicologici, affettivi, emozionali, veniali, sessuali ecc…”
Per questo Bisogna tenere la parola amicizia solo ed esclusivamente per chi si apprezza, in modo slegato da quello che ti da o ti può dare, meglio ancora se non sa nemmeno che sei suo amico. L’amicizia è una cosa per sè stessi, non bisogna per forza essere d’accordo.
Ah ho postato due filastrocche. Si fa per dire.
24 Aprile 2008 at 2:56 pm
Mmm…
Mi chiedo spesso che senso abbia praticare l’individualismo così, per sentito dire, come forma di autodifesa dal mondo che è sempre più complicato di quanto ci piacerebbe che fosse.
Ma forse mi chiedo la cosa sbagliata: é individualismo semplicemente fregarsene degli altri a meno che non diventino un pericolo, un bersaglio per il tuo senso del ridicolo o proprio non ti suscitino una reazione emotiva che non riesci a sopprimere? Non si tratterà di egoismo?
Non so, in questi giorni ho poche risposte e riguardano solo i più banali tra gli argomenti, però mi pare di ricordare qualcuno che ha chiamato individualismo l’idea che sottovalutare un altro, chiunque altro sia stupida, inutile e controproducente; mi pare di ricordare qualcuno che ha chiamato individualismo l’idea che ciascuno individuo deve prendersi la responsabilità di sè stesso, non solo qualunque privilegio riesca ad arraffare; mi pare di ricordare… ma facilmente mi sbaglio, dopotutto a scuola i miei voti in filosofia erano bassissimi.
Un saluto tortile.
O
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