Il parrucchiere

5 Mag

Andare dal parrucchiere, se si va' da quello giusto, può essere un evento.
Non sto parlando semplicemente del risultato o dell'effetto che si cerca;
neanche degli annessi e connessi che si hanno sulla propria stima.
Partiamo da una considerazione. Il parrucchiere di fiducia ti conosce, solitamente da molto tempo, sa' sempre come farti contento.
Sotto le mani del parrucchiere passano molte teste.
Teste pensanti, fulminate, distratte, creative, depresse, annodate, incasinate, incastrate. Teste coi capelli ricci, lisci, mossi, ispidi, crespi, stopposi, setosi, voluminosi, teste pelate o diradamento.
Il parrucchiere, dicevo, vede molte teste. Parla con i cliente e ne conosce molti.
Per farla breve. Lui (ma può essere una lei) conosce molte persone, molti personaggi. Solitamente ha una buona memoria.
Potrebbe capitarti di andarci e parlare, come al solito, della tua vita e degli ultimi risvolti.
Se questo abile artigiano del capello ti conosce e ti vuol bene alla fine ti darà pure ottimi consigli, meglio, agganci.
Se non ti considera le ipotesi sono due: o svierà il discorso con aneddoti o si frustrerà perchè ti reputa uno superficiale. In quel caso l'acconciatura non sarà soddisfacente ne per te ne per lui.

Fatevi amico il vostro parrucchiere. Ne avrete solo da guadagnarci.

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