Flow Control/3 – Lady Blur

16 Giu

Accadde tutto quella notte.

Tra le mani pesante e ruvido, il cane. La fine.

Sedevi persa sul tuo trespolo di vimini, nuda. Ultime gocce scendevano lente dalla tua caviglia. Non riuscivi a ricordare, non capivi come. Non ti capacitavi del Perché. L’estrema voglia di razionalizzare le scelte degli individui che ti circondavano, ormai da anni, alternandosi ti aveva portato a ragionare solo istintivamente. Senza riflettere sulle cause. Senza riflettere sulle conseguenze. Il tuo pianto veniva mescolato alla musica che proveniva dalla stanza accanto. Blues. Blue. La tua voce si inerpicava inconsciamente, galleggiando si imbrigliava nelle note del sassofono. Lunghe. Siderali. Osservavi la realtà attraverso il liquido salato e senza più sapore delle tue lacrime. Linee e spigoli perdevano la loro forma. Il tempo non aveva più significato, gli oggetti fluttuavano a mezz’aria. Senza peso, senza significato alcuno.

Eri affogata negli stimoli. Eri persa nei meandri della realtà. Senza più riferimento alcuno. Ti sentivi sola. Avevi contribuito con le tue azioni a svuotarti di ogni possibile legame. Chiedendoti -Perchè?- non avresti risposto. Piuttosto. Mentito.

Il ventre squassato dai rimpianti e dal pianto stesso. Era tempo di ammettere.

Un lampo.

Un gesto rapido. Un suono sordo, il pavimento. Il silenzio.

La fine.

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