Suoni di telex, all’interno di tubi.

17 Lug

 

Agli sgoccioli. I segnali vanno proprio in quella direzione. Ammetterlo non è così difficile. Piuttosto che incasinare la vita delle altre persone è meglio organizzare la propria, il più naturalmente ed ergonomicamente possibile. Che vadano a farsi friggere i rapporti aurei. Meglio. Meno teoretica e più sostanza. Altro che bamba e fattanza ad libitum al costo di un fegato macilento e platelmiti nel cervello.

Raggiunto un certo livello di conoscenza interiore è oramai inevitabile fare delle scelte e guardarsi per una volta, onestamente, allo specchio. L’onestà è la prima delle virtù che apprezzo in una persona. Soprattutto nella mia persona. Detto questo si spengano i riflettori e si accendano i teleschermi. Suono di telex e stampanti ad aghi. Una sinfonia. Come la merda nei tubi, ok? Non male la riflessione sull’autopoiesi degli esseri viventi. ci sta tutta. Ma. Ma. Ma piuttosto che farsi condizionare dalle vite e dalle carenze di attenzioni degli altri è innanzitutto sanare la carenza di attenzioni che io ho verso me stesso e verso la mia dimensione esistenziale. Qualcuno mi ha fatto notare che ho avuto per troppo tempo la sindrome della crocerossina. Che schifo. E’ vero. Ad un certo punto l’utilità è necessaria per la sopravvivenza. Che siano cose, non persone. Di personaggi ce ne sono stati già fin troppi. Hanno giocato il loro ruolo, hanno recitato le loro parti. Ora basta. Io giocherò nella mia parte di spazio, naturalmente limitata dal mio spazio vitale; non ci sono cazzi che tengano. Se qualcuno crede di estrapolare la mia esistenza dalle quattro parole che esprimo di notte, dopo due chupiti, pecca di presunzione. La comprensione non è mai un processo automatico. Necessita di processi cognitivi/esplorativi antecedenti alla consuetudine di un pattern. Tipo “halftone”. Anch’esso mutevole e costante nella sua auto-topologia. Rifiutavo il –celopiudurismo- poiché temevo di risultar scomodo, non sopportavo un falso agonismo. Vuoi? Ci stai? Attenzione perché rischi di farti male ed io ti avviso prima. Sempre. Con le tue stesse armi ed i tuoi stessi schemi difensivi sbatterai le gengive su un corrimano bagnato. Godo. Nel veder soffrire chi non ammette e finge. Bene. Non avendo bisogno di tutto ciò. Cercherò rapporti umani meno pesanti e totalizzanti. E piantatela di sentirvi in difetto se qualcuno vi pone delle domande basilari! Non vi giudico, vi analizzo. Se sono “pesante” è solo perché voi non volete prendere la realtà con più leggerezza.

Culipesi.

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