“il Fatto Quotidiano”: Primo numero.

23 Set

Ore 6.23. Parto alla ricerca de “il Fatto Quotidiano”. Dopo una serata festaiola all’Atomic Bar decido di comprarmi il primo numero del nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro e firmato da Marco Travaglio, Furio Colombo, Peter Gomez e Luca Telese. Parto da piazzale Piola e decido che dovrò avere il primo numero, voglio leggere e farmi una idea di questo nuovo giornale. L’edicola in piazza Piola era ancora chiusa, Procedo a piedi per via Pacini fino all’edicola di stampa estera all’angolo con via Ponzio, e la situazione che l’edicolante mi presenta è interessante: “Abbiamo venti prenotazioni e ci hanno spedito venti. Li daremo a chi ha prenotato per primo.” Mi spiega anche che il Fatto Quotidiano non verrà neanche distribuito in tutta la penisola capillarmente in quanto sono in una fase di lancio, sono piccoli e non percepiscono sovvenzioni statali; mi consiglia di andare verso la stazione in piazza Bottini o comunque in metropolitana dove non hanno fatto prenotazioni. Un’edicolante sempre gentile e disponibile la situazione per le edicole lungo Via Pacini è sempre la stessa: “Otto ne ho ricevuti e otto ho consegnato a chi aveva prenotato, ce ne sono pochi sarà dura”. Non demordo e seguo il consiglio ricevuto in precedenza. Proseguo fino alla stazione della metropolitana di Lambrate: Ci sono due edicole in tutta la stazione, una tenuta da un edicolante italiano e un’altra gestita da un gruppo di equadoregni. Il povero edicolante non ne sapeva nulla, diceva di averne sentito parlare ma non aveva ricevuto comunicazioni ne avvisi dal distributore mentre nell’edicola più grande c’erano cinque copie non prenotate. Finalmente! E’ mia!

Qualche considerazione: per essere il primo numero ha già ottenuto un grosso riscontro da parte della gente che legge i giornali; gente che ancora, nonostante tutto, ha ancora il coraggio di andare in un’edicola e comprare giornali. Tante prenotazioni ma poche copie distribuite, magari molte meno rispetto all’aspettativa stessa dell’edicolante. C’è tempo direte voi, è necessario un periodo di rodaggio e non ci sono ancora abbastanza soldi per coprire la distribuzione su tutti i trentottomila comuni italiani, ok. Forse sarebbe stato più corretto da parte dei distributori, verso gli edicolanti, rispettare il numero di copie stabilite che mi dicono essere venti per Milano.

La mia copia la ho e ne sono contento, nel pomeriggio pubblicherò una recensione un po’ più approfondita su questo nuovo promettente giornale.

Il primo numero è fondamentale per qualsiasi rivista, perché contiene il manifesto stesso del giornale: è firmato dal direttore Padellaro e afferma la linea politica e quella editoriale di cui riporto un estratto:

“Ci chiedono: quale sarà la vostra linea politica? Rispondiamo:  la Costituzione della Repubblica. Non è retorica ma drammatica realtà. Prendete il principio di Legalità sancito dall’articolo 1. Cosa c’è di più rivoluzionario in un paese dove ogni giorno la legge viene adattata ai capricci dell’imperatore e dei suoi cortigiani? E l’articolo 21 quando afferma che l’informazione non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure? […]

Chi dicono: che bisogno c’è di un altro giornale? Eppure questo bisogno lo sentiamo talmente da avervi investito il nostro mestiere e i nostri risparmi. […] La proprietà del Fatto Quotidiano è ripartita in piccole quote equivalenti tra un gruppo di soci che hanno come unico scopo quello di garantire l’autonomia del giornale e di far quadrare i conti. Piccoli azionisti ai quali tanti chiedono di aggiungersi per dare una mano. Ricchi non siamo ma non chiederemo un solo euro di sovvenzioni pubbliche o di partito. Sono già 30mila coloro che ci sostengono in questa scelta con i loro abbonamenti. […]

Il Fatto sarà un giornale di opposizione. A Berlusconi, certo, perché ridotto una grande democrazia in un sultanato degradante. Ma non faremo sconti ai dirigenti del Pd e della multiforme sinistra che in tutti questi anni non sono riusciti a costruire uno straccio di alternativa. Troppi litigi. Troppe ambiguità. E poi vedremo se Di Pietro riuscirà, davvero, a creare qualcosa di nuovo, liberandosi dei riciclati soprattutto al sud.

Lo abbiamo chiamato il Fatto in memoria di Enzo Biagi che ci ha insegnato a distinguere i fatti dalle opinioni. Un grande giornalista e un uomo per bene epurato, come Montanelli, dalla compagnia dei servi e dei mediocri. Pensando al loro coraggio ci facciamo coraggio.

estratto da il Fatto Quotidiano, pag.1

Sembra promettente, sembra alternativo, si professa di opposizione e apolitico ma spera in Di Pietro. Sembra un quotidiano cazzuto. I fatti, in fondo sono cazzuti e devono essere riportati in quel modo cazzuto tipico del giornalismo: “le cinque doppiavvù”. A più tardi le mie impressioni.

immagine presa da la nebbia

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57 Risposte to ““il Fatto Quotidiano”: Primo numero.”

  1. enrico 23 settembre 2009 a 10:28 #

    A caldo la grafica non è un granche, con quella scelta di utilizzare font antichi e polverosi (quasi fanè) e l’uso del maiuscolo nel titolo forte. Ci sono già Feltri e Belpietro che fanno i titoloni in maiuscolo. Maiuscolo significa urlare e da Padellaro e Travaglio, sinceramente, non ci si aspettavano urla e berci, ma concetti sussurrati, forti dentro, non nell’aspetto.

    • Frittolo 16 ottobre 2009 a 13:34 #

      Ancora con questa storia del maiuscolo = gridare inventata per i ragazzini in internet (e non per i giornali)…

      Il maiuscolo è solo un modo come un’altro per evidenziare una parola, nello scritto NON ESISTE il gridato, e comunque la cosa che più ci si avvicina è l’uso di almeno 2 punti esclamativi (che comunque non necessariamente implica grida) e/o l’uso di parecchie vocali (nooooooooooo!!!).

      Poi se qualcuno percepisce il maiuscolo come gridato, deve rendersi conto che non è così per tutti.

      Bando alle ciance, l’importante è che ci informino.

    • Monna Sismonda 23 ottobre 2009 a 20:56 #

      Da quando “il maiuscolo significa gridare”? La mia maestra delle elementari deve aver dimenticato di trasmettermi questa fondamentale nozione… Rimango perplessa dinanzi ad una simile sicurezza nel compiere esternazioni simili. Un minimo di riflessione in più sarebbe utile. “Berci”? Allora per parecchi anni i giornali hanno quotidianamente “berciato”. Io direi di eliminare anche la punteggiatura, sapete com’è: viene usata per esprimere stati d’animo in maniera infantilmente immediata, mica adatta ad un giornale… Mah!

  2. Marius 23 settembre 2009 a 12:44 #

    Enrico a forza di sussurri e di tipi come te la sinistra si e trasformata in un branco di cianciaioli.
    Siamo skiantati e ancora non urla? ma vatte a ripone!!

  3. Giuseppina 23 settembre 2009 a 18:07 #

    sono riuscita ad avere una copia del primo numero ,l’ho letta con molto interesse , sarò sicuramente una vostra lettrice. Complimenti per il vostro coraggio e la vostra determinazione . Auguri Pina Diana

  4. Gianni 23 settembre 2009 a 20:03 #

    N.1, e anche la prima figura di cacca…Letta è stato ampiamente prosciolto dalla cassazione da tutte le accuse…
    Chi mal comincia…proseguirà il Travaglio!

    • antonio 23 settembre 2009 a 23:08 #

      Ma perche’ non leggi tutto…. prosciolto da associazione a delinquere, ma rimane indagato per abuso, turbativa
      d’asta e truffa.
      Sei patetico

    • Tanja 24 settembre 2009 a 08:15 #

      hahahaah! La figura di cacca la stai facendo tu! Disinformato e manipolato dai potenti della politica. Informati invece di seguire il branco delle pecore che si bevono tutto e poi si chiedono come mai il Paese va in malora!

  5. mario petrocelli 23 settembre 2009 a 21:28 #

    Era da un po’ che aspettavo “il fatto quotidiano” , avevo chiesto anche all’edicolante di mettermene via una copia ma questa mattina ho scoperto che in FVG lo hanno distribuito solo a Trieste ed Udine…sono sconcertato e perplesso visto che ho sentito di 150.000 copie. Spero un giorno di vederne almeno una.
    In bocca al lupo a tutti
    MP

  6. cris 23 settembre 2009 a 21:42 #

    gianni, la figura di cacca e’ una bufala perche’ Letta resta indagato, vedi replica sul sito del fatto
    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578

  7. cris 23 settembre 2009 a 21:43 #

    la solita presidenza del consiglio spara balle a tutto andare…..che vergogna

  8. cris 23 settembre 2009 a 22:02 #

    scaricate gratis il primo numero
    http://ia311042.us.archive.org/1/items/IlFattoQuotidiano-Numero1/ilfatto20090923.pdf

    in effetti la grafica e’ una schifezza , i font orrendi e secondo me si parla praticamente solo di politica…..a me puo’ stare bene ma molta gente vorrebbe anche qualche articolo di vaccate varie senza lo stress della politica.

    Comunque un grande applauso per questo notevole evento…un giornale senza padroni e che tira fuori le notizie che gli altri giornali tacciono

  9. alessandrobencista 23 settembre 2009 a 22:48 #

    Ma non era meglio potenziare l’Unità? Quanti lettori credete esistano che si possono permettere il lusso di comprare (e di leggere) più di un quotidiano? Cerchiamo di aumentare invece i lettori de la Repubblica e de l’Unità, gli unici quotidiani che Berlusconi vorrebbe chiudere (avete sentito la risposta al giornalista spagnolo? “lei legge solo l’Unità e la Repubblica” )

    • Matteo 24 settembre 2009 a 02:36 #

      Repubblica è De Benedetti, l’Unità, con tutto il bene che le voglio è di Soru… meglio un giornale libero senza padroni… pensate a tutti quelliche leggevano Il Giornale di Montanelli cosa si sono trovati da un giorno all’altro… o al Corriere che ogni 2-3 anni cambia sponda politica…

      • paperino 24 settembre 2009 a 12:24 #

        La penso come te

  10. fabrizio 24 settembre 2009 a 00:10 #

    1- per gianni, confutare una tesi ampiamente documentata con una notizia di tgcom rende degni lettori di libero.
    2- quando si va in edicola a comprare il fatto non si compra solo un quotidiano ma si finanzia anche un progetto che crede nella libertà di stampa ma soprattutto crede ancora nella carta stampata
    3-travaglio, beah, padellaro, barbacetto, gomez, fini….non aggiungo altro

  11. Gianluca 24 settembre 2009 a 02:58 #

    Si direi che l’apparente assenza di logica nella grafica rende il giornale difficile da leggere.

    Dai coraggio che che non è difficile usare 3 titoli invece di 500 diversi!!!!

  12. giardinodelleidee 24 settembre 2009 a 10:12 #

    Mi piace l’idea di questo giornale e mi piace molto anche il nome. Sono felice infatti di sapere che il nome è stato ispirato da Il Fatto di Enzo Biagi. E’ proprio un bel modo di ricordarlo! Sicuramente sarò una delle lettrici più accanite!!! 🙂

  13. franco 24 settembre 2009 a 11:03 #

    oggi ho acquistato il vostro giornale insieme a la repubblica e posso assicurarvi che continuerò ad acquistarlo complimenti auguri.

  14. claudia chersan 24 settembre 2009 a 11:37 #

    non ho potuto acquistare il giornale perchè attualmente sono in vacanza in Sicilia (a Letojanni) e qui non arriva…..
    Ho letto on line.
    Grazie di esistere e complimenti per il coraggio…di questi tempi.
    Appena ritorno a Torino lo acquisterò ogni giorno!

  15. fabio 24 settembre 2009 a 12:15 #

    ci mancava un’altra voce equilibrata nel felice panorama della stampa italiana. leggetevi i principali quotidiani europei on line e giudicate voi come stiamo messi in materia di informazione, cercando di prescindere dalle faziosità e dagli squadrismi (nei quali siamo effettivamente maestri)…

  16. Salvo Pa 24 settembre 2009 a 18:12 #

    Vi ho letto on line.
    Lontano da me il pensiero di acquistare una copia.

    Si direbbe niente di nuovo dal fronte occidentale.

    La solita solfa delle vergini dai candidi manti, quelle rotte di dietro ma sane davanti, ( come recitava il coro di un canto goliardico) dell’antiberlusconismo a prescindere, scritta e riscritta trita e ritrita.

    Così come in Italia si può fare a meno del premier altrettanto si può fare a meno di una stampa che trova nell’antiberlusconismo la sua ragione d’essere.
    Fa venire il mal di testa.

    La costituzione lasciatela in pace, non c’è nessun bisogno che la tiriate per la giacchetta.

    Cosa vi posso augurare io e cosa dovete augurarvi voi:

    lunga vita a Silvio e ai suoi, perchè è lampante, scomparso lui voi nella pentola cosa ci buttate dentro?

    Salvo Pa

    • antonio 24 settembre 2009 a 18:17 #

      Incredibile esista gente cosi’… Di critiche al giornale se ne possono fare a dozzine, in fondo e’ giovane, ma la sterilita’ mentale della tua critica e’ imbarazzante….

    • Alessandro Valignano 25 settembre 2009 a 02:39 #

      “le vergini dai candidi manti, rotte di dietro ma sane davanti”?

      Eccovi in compendio la cultura dei berlusconiani: degna delle case di tolleranza.

      Siete moralmente indegni. Vi dovreste vergognare ma non ne sarete mai capaci.

    • Alessandro Valignano 25 settembre 2009 a 02:40 #

      “le vergini dai candidi manti, rotte di dietro ma sane davanti”?

      Ecco in compendio la cultura dei berlusconiani: degna delle case di tolleranza.

      Siete moralmente indegni. Vi dovreste vergognare ma non ne sarete mai capaci.

    • simone 12 ottobre 2009 a 09:23 #

      caro SalvoPa ti scrivo:

      prendo spunto dalle tue parole:
      1- <>
      l’antiberlusconismo è un fatto contingente, è l’attualità, è ciò che offre la vita (politica) quotidiana. francamente ne faremmo volentieri a meno.

      2- <> Magari si potesse fare a meno di tirare in ballo la costituzione, anche di questo se ne farebbe molto volentieri a meno. Purtroppo però essa è costantemente messa sotto accusa ed è reale (drammaticamente reale) la volontà di certa gente (Berlusconi appunto) di triturarla.

      <>
      La prima parte diquesta frase è inaccettabile.
      La seconda un sogno: scomparso Berlusconi? eh magari! Poi ci si si penserà a cosa mettere dentro. di cose storte ce ne saranno (spero però non così grosso come Berlusconi) e ci sarà sempre bisogno di un grillo parlante che mostri con chiarezza e correttezza e libertà ciò che non và.
      ricordati questi termini: correttezza, chiareza e libertà sono vocaboli che i berlusconiani non tollerano, perchè quando la verità smaschera le falsità chi propina queste falsità e che crede in queste falsità prova dolore

      lunga vità all’onestà e quindi (speriamo) corta vita a Berlusconi perchè le due cose sono esattamente antitetiche.

    • loredana 21 novembre 2009 a 12:12 #

      Lunga vita a Travaglio e altri grandi come lui che hanno il coraggio di farci sapere quanto, continuamente, l’altra stampa “controllata” vuole nascondere. Apri gli occhi!

  17. Salvo Pa 24 settembre 2009 a 18:31 #

    Ho letto un altro tuo intervento.
    E’ tipico di certa mentalità passare all’offendere le persone.
    La mia critica è sterilmente imbarazzante?
    Va bbe che ci vuoi fare sono fatto così.
    O per forza avrei dovuto dire che mi prostro davanti a questo giornale con deferenza ossequio e perenne fedeltà?
    Ad un altro dici che è patetico.

    Vedi, mio caro, il guaio di certi personaggi che si schierano da una parte a prescindere, è che si credono tutti cervello, che guai a contraddirli altrimenti salgono sul cassonetto dell’immondizia tanto per guardare dall’alto in basso gli interlocutori e cominciano a sentenziare cazzate.
    E quando iniziano non riescono più a fermarsi.
    Si sentono morsicati dalla tarantola e vanno incontro ad agitazione psicomotoria.
    Calma.
    Ci può essere qualcuno che ha il diritto di dire la sua, senza per questo essere preso a calci ( morali) nelle gengive.

    Adieu

    Salvo Pa

    • andrea 12 giugno 2011 a 10:29 #

      Ohhhhh finalmente qualcuno che non si fa prendere per il culo…grande Salvo

  18. alikea1 24 settembre 2009 a 22:47 #

    1,20€ per 16 pagine?
    tentiamo invano di cambiare questo paese

  19. giuseppe 2 ottobre 2009 a 15:59 #

    Ho comprato il quotidiano il 1° ottobre, devo ammettere che mi ha stupito per la qualità degli interventi, in particolare la lettera di De Magistris e l’analisi del padovano che ha svelato i rapporti dell’opus dei con il potere politico.
    Molto stimolante, anche se non ogni giorno, penso che 2 o tre giorni alla settimana non mancherò di acquistarlo.

    Continuate così.

  20. Francesco 2 ottobre 2009 a 17:37 #

    Vengo a sostegno, pur nel mio piccolo, faccio
    publicità: portando qualche copia in quei luoghi dove manca l’edicola. nei vari circoli:
    di paesi. Confido nella vostra trasparenza e
    nella società civile. Contro chi vuole far dell’Italia un paese senza opposizione e altro.Francesco Pata (Novara)

  21. Chi l'ha visto? 3 ottobre 2009 a 08:35 #

    Abito a Messina e del “FATTO QUOTIDIANO” non vi è traccia in nessuna edicola. Grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!

  22. Piero 7 ottobre 2009 a 13:20 #

    Poveri comunistucoli da strapazzi. leggetevi il Libro Nero sul Comunismo e poi parlate…

    • Lucillo 8 ottobre 2009 a 10:44 #

      Caro Piero, beato te che non capisci un…hai imparato dal tuo badrone a dire “comunisti” a sproposito…ti rammento che per il tuo amato cialtrone essere comunisti significa: rispettare la costituzione, pagare le tasse, avere principi morali e non solo interessi, pensare che la legge deve essere uguale per tutti…il problema non è che siamo comunisti noi ma che siate fascisti voi…e dei peggiori anche…tanti cari saluti

  23. Maria Angela 10 ottobre 2009 a 21:49 #

    A Scandicci si trova facilmente … meno male. Grazie a Travaglio e a tutti gli altri. Per il giornalismo, finché c’è Travaglio e quelli come lui, si può dire che ancora c’è speranza.

  24. donato(dodo) abruzzese 11 ottobre 2009 a 17:35 #

    Salve a tutti
    in una societa’pianificata nel nome del razionalismo produttivistico, dove tutto e’ sacrificabile a un malinteso mito del progresso, con un opinione pubblica condizionata quotidianamente dai media controllati direttamente dai quadri di potere, il fatto quotidiano e’ una luce di speranza ove tutte sembra essere perduto.. mi spaventa la cecita’ della gente piu della ferocia del nostro despota
    e’ ora di svegliarsi “aprite le finestre e urlate il vostro dissenso e la vostra rabbia” qualcosa del genere veniva recitato in quarto potere
    sono felice e speranzoso dopo aver letto il primo e i segunti numeri di questa coraggiosissima testata
    ma siamo noi i veri fautori del cambiamento..
    la classe dirigente politica dovra’ fare i conti con la storia ma noi italiani se non cambieremo direzione,
    dovremo farli con la nostra coscienza

  25. alessandrobencista 12 ottobre 2009 a 23:10 #

    I giornali non li legge quasi nessuno, è la tivvù lo spazio da ri-occupare, poi il web, in caso contrario siamo destinati ad essere berlusconizzati per un’altra legislatura (la prossima si spera di no, dopo gli ottant’anni generalmente si rimbischerisce, anche se qualcuno anticipa l’evento).

  26. Andrea 14 ottobre 2009 a 09:52 #

    Avete notato come Gianni è misteriosamente scomparso, da quando gli è stato dato il link alla Corte di Cassazione? Che dite, sarà sprofondato dalla vergogna? Oppure sarà intentoo a fabbricare un intervento sullo scandalo delle toghe rosse?

  27. francesco lena 15 ottobre 2009 a 18:40 #

    Gentile Redazione Le mando questo mio semplice scritto Veda se ritiene utile pubblicarlo, grazie.

    Secondo me in Italia non c’è bisogno di nuove gabbie, se mai c’è bisogno di toglierne, perché c’è ne sono già troppe. In Italia c’è bisogno di liberarsi di tante gabbie che esistono nella nostra società, dal sud al centro e al nord, sia strutturali che mentali, altro che gabbie salariali.

    C’è bisogno di liberarsi delle cause che provocano infortuni sui posti di lavoro, provocando tanti feriti e moltissimi morti, per riscoprire con l’impegno e responsabilità, la libertà e il diritto alla vita, alla prevenzione e di poter andare a lavorare per guadagnare il pane per mangiare e per vivere.

    C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle mafie, della malavita organizzata, siano messe in atto strategie per batterle, per riscoprire il grande valore civile e sociale, della legalità, del rispetto delle leggi, della trasparenza. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie dell’evasione fiscale, mettere in atto piani idonei per superarla, per riscoprire la cultura del rispetto delle regole e la bellezza del valore dell’onestà. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, di monopolio dell’informazione in Italia, va messo in atto un programma, per far si che l’informazione sia in mano a più soggetti e il conflitto di interessi sia superato, per riscoprire l’importanza, culturale, civile e sociale, del pluralismo, dell’obiettività, della libertà di un’informazione a 360 gradi. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, di tante pensioni da fame, per dare a quei pensionati, la libertà e il diritto ad avere una pensione dignitosa, per riuscire ad arrivare a fine mese. C’è bisogno di liberarsi dalle gabbie della disoccupazione, che in questo periodo è molta alta, siano messi in atto programmi e con più impegno per una piena occupazione, per far trovare alle persone, il diritto e la dignità di avere un posto di lavoro. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, dell’egoismo, va portata avanti una cultura, che sappia aggregare, socializzare, per riscoprire il meraviglioso valore della vera solidarietà , dello stare bene insieme, della collaborazione. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie della fame, della sete, dalle dittature, delle guerre, delle disuguaglianze nel mondo, qui ci vuole l’impegno di tutti i governi dei paesi sviluppati, di tutte le forse politiche e sociali, per superarle e riscoprire il grande valore della vita, dell’aiuto dell’altro, dei diritti universali, dell’uguaglianza dei cittadini del mondo, dei veri valori del bene comune e della pace. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, dell’abuso di droghe e di bevande alcoliche, con l’impegno di tutte le forze politiche sociali e di tutte le istituzioni, con una cultura di prevenzione, il governo e le forze dell’ordine, elaborare un piano, per combattere trafficanti e spacciatori di droghe, per riscoprire il meraviglioso valore della vita, di una vita naturale, della prevenzione di tanti incidenti stradali, che purtroppo in Italia è molto elevato il numero di morti e feriti. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle divisioni, delle fantomatiche separazioni o devoluzioni, bisogna portare avanti con grande impegno democratico, l’attuazione a pieno della costituzione italiana, per riscoprire l’altissimo valore dell’UNITA’ d’ITALIA, la libertà dei diritti doveri uguali per tutti i cittadini italiani. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie di slogan negativi, delle falsità, delle volgarità, delle parolacce offensive, che troppe persone usano sia in pubblico che in privato, bisogna impegnarsi costantemente, per elevare la cultura del rispetto, per riscoprire il valore della gentilezza, del dialogo pacato, del rispetto degli altri. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie e barriere architettoniche, per i diversamente abili, anziani e per i più deboli, bisogna investire di più sia economicamente che culturalmente, per abbattere barriere strutturali e mentali, per far trovare la libertà e il diritto di strutture e servizi adeguate ai loro bisogni. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, della sottocultura, della disgregazione. Del qualunquismo, del menefreghismo, dell’indifferenza, vanno combattuti con una cultura di alta civiltà sociale, per riscoprire i valori belli, dell’impegno, della responsabilità, del protagonismo, l’INNO NAZIONALE d’ITALIA, è uno di più belli del mondo, che ha unito, che unisce e che unirà gli italiani, con amor di patria di questo dobbiamo essere orgogliosi. I dialetti esistono in ogni angolo d’Italia, e ogni cittadino è libero di parlarli e praticarli, quando e dove vuole, senza l’obbligo di gabbie imposte da lor signori che stanno al governo, a scuola o in altre sedi, la scuola se mai deve contribuire ad elevare la cultura di tutti i cittadini. Non c’è bisogno di gabbie salariali, al sud d’Italia sono già inferiori del 15% al 20%, aggiungo i salari in Italia sono i più bassi d’Europa, se mai c’è bisogno per i lavoratori italiani, del sud, del centro, del nord, della libertà e il diritto a salari superiori agli attuali per tutti. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle tragedie umane che stanno avvenendo sugli immigrati, al di là delle leggi internazionali, nazionali, vanno salvati e basta, la vita è il valore più alto, quello che sta avvenendo è una grande offesa all’umanità.

    Ora un invito a tutti a fare ognuno la propria parte, per contribuire a costruire una società, più giusta, una società che abbia al centro la persona con i suoi bisogni, che risponda ai principi di uguaglianza, di democrazia, di libertà, piena di valori veri, nell’interesse del bene comune, tutti i cittadini del mondo possano viverci un po’ meglio.

    Francesco Lena Via Provinciale, 37

    24060 Cenate Sopra Bergamo tel. 035/956434

  28. Giulio 16 ottobre 2009 a 08:54 #

    E allora le tue impressioni ?
    Bel post 😉
    Ciao

  29. gino 21 novembre 2009 a 19:56 #

    caro direttore ho una raccolta di 30 anni di n° 1 di mensili-quotidiani-ecc. di tutte le qualità(sport-moda-politica-ecc.) : Vorrei fare una mostra nella mia Galatina della mia raccolta. Mi manca il vs n° 1. Come fare per averlo? Lo posso avere per posta con tassa a carico? Oppure se vengo a Roma dove posso venire di persona a chiederlo? Grazie ed attendo una vs risposta via e-mail.

  30. LAURO Natale 26 dicembre 2009 a 08:28 #

    Non riesco a captare dov’e’ la risposta al mio messaggio. Non ho letto quanto sopra’. Forse il mio richiesto commento, puo’ ire per altri rivoli. Se mi e’ consentito: vorrei candidarmi alle prossime elezioni! Il motivo fondante e’ vorrei fare il guastafeste in parlamento. E nel contempo assicurarmi, una fetta di quei soldi che il popolo con rassegnazione, paga ad estortori politici, opportunisti qualunquisti di ogni risma e professione. Vorrei aver concesso “la bacchetta magica”, e contrari alla promessa delBerlusca, di fatto far sparire il 50% di deputati e senatori, ovvio chi di loro, non ha dato risultati “soddisfacenti” per il paese, agirei con la confisca dei beni. Inoltre, via i porta palle, scusate “borsa”. Dopo aver depurato tal unto e bisunto tessuto. E stante al fatto che dato tutto, e’ ora che anch’io prenda! O saro’ bollato “terrorista”. Inter alia, sfido chiunque suo mio operato pro “PATRIA” e sono convinto, che la latitanza istituzionale metta in risalto il fatto, che se pur da solo “HO VINTO” contro malviventi istituzionalzzati! A modesto e umile avviso: se politicimafiosi e compari colluse toghe, non agiscono, e’ perche’ potrebbe finirebbe la legislatura (infatti ci ha pensato il moralista Fini, a non ricandidare un suo senatore, che per darmi una mano pretese una tangente), altresi’ si decapiterebe la magistratura (ho nel cmputo almeno 8 giudici). Ha ben fatto De Magistris, e il Suo non rientro nei ranghi togati, lo onora. Vorrei legarmi alla cordata, poiche’ io sono uno non mollo! Nell’interim, e’ stato decretato dal Ministero dell’Interno, la mia irreperibilita’ (perche?) indi, e’ stato sancito la mia “morte civile”. Se qualcuno mi dara’ un ubi consistam (iniziando a portare il caso nella trasmissione ANNOZERO, saranno guai seri per il ladroni che occupano gli scranni in piu’ amministrazioni, di uno Stato: ove si incita odio, vendetta e rivolta; si apporta vilipendio alla Costituzione, si rende omissivi e incuranti di leggi gia’ esistenti, e si lede il paese continuando con i doli, indi, leggi ad personam, si azzerano le pene, insomma premeditato gran casino atto a salvare Berlusca. A mio avviso, si deve fare quanto propogocon la bacchetta magica. Il quanto al Presidente del Consiglio, se pur condannado il gesto, spero che abbia capito il messaggio: a volte parla come (scusate) il culo, come fa a dire che e’ il presidente di tutti, quando mi ha leso in tutti i diritti, e in particolare offende i cittadini con vanterie e promesse che sa di non voler mantenere. Da 60 anni si offende il popolo, continuando a trascinare le colpe di altri, e intanto mentre i pilotii si aumentano a dismisura lo stipendioe e altro, per l’uomo della strada, in un’Italia risanata economicamente (parere del Berlusca) non ci sono soldi pe le classi piu’ deboli. Non voglio dilungare non vorre ricevere un colpo di bazuka!
    Fatevi sentire alla mia mail. Salute a chi legge.
    LAURO Natale.

  31. Pierfranco 26 dicembre 2009 a 19:20 #

    Premetto che Travaglio no mi piace quando parla in TV perchè sembra il professorino che sa tutto lui… purtroppo però è l’unico giornale che riporta informazioni inopugnabili. Sinceramente quello che riguarda la magistratura non mi importa ma il fatto che certi personaggi (cariche istituzionali) abbiano condiviso certe amicizie e si comportino nel rapporto con il denaro in una certa maniera mi ha aperto gli occhi non poco. Questo per me basta. Il fatto che qualcuno prenda un aereo di stato e porti a spasso gli amici, che sia reato o no non mi interessa proprio però mi fa capire cosa pensano e come grattano e tratteranno “della cosa pubblica” (cioè anche mia). Grande giornale.

  32. LAURO Natale 27 dicembre 2009 a 05:50 #

    Ho gia’ daoto il mio intimorato contributo. Attendo da qualcuno di Voi (dal giornale, o da Annozero), pregiate missive, nel contesto della mia “lotta continua” ad istituzioni malate, che ledono il bene comune!

  33. LAURO Natale 27 dicembre 2009 a 05:52 #

    Forse non riesco a farmi capire, che ho bisogno di un aiuto! Va bene che sono ancora in convalescenza, e zoppico nello scrivere, ma il contesto e’ intuibile. Contattatemi. Grazie.

  34. LAURO Natale 27 dicembre 2009 a 05:53 #

    Vale quanto sopra.

  35. LAURO Natale 27 dicembre 2009 a 05:58 #

    Per cortesia, pubblicate il mio “Appello” datato 2002. Poi, datemi una risposta, se ho fatto bene o male, a combattere gruppetti di ladri di professione, nelle seguenti amministrazioni: Palmi, Reggio di Calabria, Catanzaro; e ancora v le Procure della Repubblica di Palmi e Catanzaro!

  36. salvatore lai 28 dicembre 2009 a 16:38 #

    ma che bella famiglia……………

  37. francesco 16 marzo 2010 a 11:31 #

    Gentile Redazione Le mando questo mio semplice scritto, Veda se ritiene utile pubblicarlo , grazie.

    Diritto ad un’informazione pubblica trasparente e libera.

    Cara RAI, in campagna elettorale i cittadini hanno bisogno e il diritto di essere informati.

    Perciò io dico no alla censura dell’informazione, no alla chiusura di programmi televisivi di informazione.

    Dico si ad un’informazione giusta ed obiettiva, si al diritto d’informazione dei cittadini, si alla libertà d’informazione, si ad un’informazione democratica, si alla pluralità d’informazione, si ad un’informazione trasparente, si ad un’informazione multiculturale, si ad un’informazione multietnica, si al diritto di sapere la verità sui problemi del paese, si ad un informazione a 360 gradi.

    Cari giornalisti e conduttori di programmi televisivi, attuate il diritto di informare i cittadini, sia nelle reti televisive pubbliche e quelle private, internet, giornali nazionali e locali.

    Cari politici sensibili ad un’informazione libera, democratica. Trasparente, obiettiva, pluralista, utilizzate in questo momento, se non è possibile in quelle pubbliche, le trasmissioni televisive private, la radio, giornali, internet, andate sul territorio a parlare e ascoltare i cittadini, sui posti di lavoro,in ogni piazza d’Italia e ha distribuire volantini.

    Ai movimenti, associazioni, cittadini, dobbiamo reagire, farsi sentire, la libertà e il diritto di essere informati correttamente su tutto quello che avviene e succede nel nostro paese è troppo importante, specialmente in campagna elettorale per poter scegliere al meglio i candidati che ci rappresenteranno nelle istituzioni regionali , provinciali e comunali.

    Francesco Lena Via Provinciale,37

    24060 Cenate Sopra Bergamo tel 035956434

  38. francesco 3 maggio 2010 a 21:33 #

    Gentile Redazione Le mando questo mio semplice scritto Veda se ritiene utile pubblicarlo, grazie.

    Un invito a partecipare in tanti alla marcia della pace, Perugia Assisi del 16 Maggio 2010.

    secondo me deve essere una marcia della pace molto partecipata e forte, arricchita nel significato, nelle motivazioni, nell’importanza civile, sociale e culturale, in questo momento particolarmente difficile. C’è troppa violenza nel mondo, in Italia, nella società, contro gli immigrati, contro le donne, contro i bambini, contro gli anziani, i diversi, nelle città, nel mondo del lavoro, nel rapporto con l’ambiente, troppa censura nell’informazione e poco obbiettiva.

    Nel mondo, ci sono troppi conflitti, troppe guerre, troppe ingiustizie, troppe disuguaglianze, troppe persone muoiono di fame, di sete e per malattie infettive.

    In Italia, c’è troppa mafia, troppa corruzione, troppo malcostume, troppa evasione fiscale, troppo razzismo, troppo egoismo, troppa falsità, troppa censura e purtroppo tanta indifferenza.

    Allora diamoci tutti una smossa, andiamo numerosi alla marcia della pace Perugia Assisi, a fare sentire la propria voce, per contribuire a sensibilizzare su tutti questi problemi, a far crescere la cultura della pace, la cultura dell’uguaglianza, la cultura della solidarietà, la cultura dell’accoglienza, la cultura dell’onestà, la cultura del rispetto delle regole, la cultura della vita e infine una cultura generale più alta per tutti.

    È il momento del fare in prima persona, non basta dire o delegare, bisogna essere tutti più protagonisti, più partecipi concretamente nei fatti, più responsabili, la storia la facciamo noi, la storia siamo noi.

    La manifestazione della pace deve essere un grande momento, di entusiasmo, di partecipazione e di ripresa di un cammino, di un impegno costante, civile, sociale e culturale, che duri 365 giorni all’anno, nelle istituzioni, nei sindacati, nei movimenti, nelle associazioni di volontariato, nei gruppi di persone locali, nei rapporti tra persone.

    Prendiamo come base, come punto solido di riferimento, la nostra meravigliosa costituzione italiana, che è una delle più belle al mondo, contiene i grandi principi di libertà, uguaglianza e democrazia, contiene diritti universali e valori alti, valori umani veri .

    Dobbiamo lavorare tutti insieme per far crescere, il dialogo, la collaborazione e le coscienze, se lo faremo contribuiremo a costruire una società più giusta, un mondo migliore, dove non ci siano più guerre, non ci sia più gente che muoia di fame e di sete, una società piene di valori veri, di diritti e doveri uguali per tutti i cittadini del mondo, una cultura di vera pace, dove si possa vivere tutti un po meglio e sia salvaguardata la dignità di tutte le persone

    Francesco Lena Via Provinciale,37

    24060 Cenate Sopra Bergamo Tel. 035/956434

  39. TriarmPar 25 novembre 2013 a 12:58 #

    In truth, many looks consisted with black sheer blouses put on sans undergarments, either tucked into set mini skirts or cigarette trousers, and topped off with slimmed down versions regarding le smoking, the tuxedo jacket that¡¯s a signature in the storied French label.While part of that show was a riff on Saint Laurent¡®s traditional style, the other half possessed a distinct punk steel feel.
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    There were leather biker jackets, gold lame dresses, frocks with lip posters, and plenty of mini one shoulder dresses, some even with puffy sleeves. One outfit in unique, a leopard-print mini skirt paired that has a sequin black and pink striped tank as well as a blazer, practically screamed Debbie Harry.Even though Slimane initially encountered backlash for straying a tad too far from this brand¡¯s DNA, his sophomore effort was both an essential and commercial success, and by all company accounts his current and lastly collection will follow suite. Take a look at the many looks and let us find out what you think. http://www.figjam.org/

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