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Variazione 1: Il merlo, La scopetta, Lo scoppiato.

27 Ago

Scorre lentamente la lista di possibili scelte. Belle incasellate, riposte e riconoscibili.

Martedì ti svegli e non sai cosa fare, prendi lo scopettino e passi la polvere. Così a tempo perso. Tanto è un bel po’ di tempo che passi ore perdendo tempo. Il tempo si perde e basta, a prescindere. Il tempo è l’unica cosa che nella vita una persona perde a prescindere. Te ne fai una ragione e continui a passar la polvere. Sporco ostinato? Passi uno straccio. Alla fine ti rendi pure conto che far pulizie rende pure produttiva una giornata immersa nella noia. Certo sei pure mezzo rincoglionito dalla serata di bagordi di ieri. Sei lì, immerso nei tuoi trip mentali quando un merlo entra dalla finestra del salotto e SBAM! Si schianta contro l’anta a vetro della libreria. Giace riverso per una frazione di secondo sul pavimento e poi, come attraversato da una scossa, si rianima e prende a svolazzare.

Ecco un bell’esempio di perdita di tempo: cercare l’uscita. Ma cosa cacchio ci  sarà entrato a fare il merlo nella mia stanza? Cosa cavolo avrà pensando mentre inseguiva la sua eventuale preda… Forse era solo sovrappensiero e nella calura estiva, povero piccolo batuffolo di piume elasticamente disposte, è stato colpito da un colpo di calore. No, è poco plausibile. Forse è lo smog. Alla tele dicono che in questi giorni ci sono pure alte concentrazioni di ozono… avrà avuto uno svarione.

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Leopardi on Ipnorospo.

24 Giu

Altro che Silvia…

Era l’Ipnorospo!

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Pressione

20 Apr

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20-02-09: X-Mary @ COX18

23 Feb

Concerto munifico coi sempiterni X-Mary

La serata s’è conclusa discorrendo con dei simpatici punk della prim’ora che in gioventù pasteggiavano tranquillamente con sir Simon John Charles Le Bon. Altri caveat pungenti:

Ammissioni di colpa da parte di uno dei due:

  • La mia prima moglie la cosa più intima che mi faceva era appoggiare il suo culo sulla mia faccia e scorreggiare;
  • Mi sento vecchio, sono vecchio, mi rendo conto, sono inadeguato;
  • Ma sempre con gentilezza vossignoria.

Rivelazioni dal pasteggiatorie Bon-iano:

  • I graffiti di Hearing al Plastic quando ancora nessuno lo conosceva: vennero cancellati con la calce. In fondo il Plastic s’è scelto da tempo il suo funerale.
  • Non capisco perchè le mie bambine quando vanno in bagno ci vanno sempre in coppia: forse vanno a limonare?
  • Mi sono stufato di insegnare in Italia, me ne andrò in Argentina.

moratti

Su due zampe

2 Ott

[…]

Tu ti fidi di me? Si, lo so, tu non mi parli ma i tuoi occhi e la tua lingua a penzoloni parlano per te. Fai male sai? Tu in me vedi il completamento dei tuoi istinti oppure il compagno di viaggi che hai sempre desiderato. Fai male a fidarti così ciecamente di un animale come me. Quelli della mia specie sono dei bastardi che neanche ti immagini. Anche tu sei un bastardello, ma non te ne frega molto. “Una faccia una razza” è un modo di dire tipico di quelli come me, tu ti limiti a marcare il territorio con sguardi e segnali; non sei fatto per schematismi mentali inutili e poco rispettosi. E’ sempre una festa per te, mi saluti danzando una tarantella tutta tua: ancheggi e sorridi con gli occhi. E’ amaro il sapore che povo al pensiero di perderti, prima o poi. Sei capace di trattenerti in forme di rispetto masochistico solo perchè io sono io: il tuo padrone, il tuo amico. Non immagini quello che gli altri miei simili sono capaci di fare. Ci sono io. Questo ti basta. Mi aspetti paziente quando ritorno dal lavoro, i tuoi occhi si illuminano come fari nella notte quando apro la porta di notte. Io ti tratto come posso, ma ti rispetto. Sei troppo incosciente perchè io non possa rispettarti. Sei troppo alltruista con me, qui mi freghi. Non riesco a guardarti senza un sentimento di tenerezza. Sei a volte rozzo e scomposto, spesso annoiato e triste ma non conta. Quando mi vedi è sempre festa. Con te è festa tutti i giorni. Quelli come te non son cavalli di razza o principesse indiane; quelli come te sono esseri spinti dalle emozioni, dall’istinto. Se solo tu parlassi…. meglio non pensarci. Sicuramente tu sei il migliore terapeuta ed amico. A volte ti puzza l’alito ma sono dettagli, non sei snob e non parli di politica; non sciorini filosofie astruse per dimostrarmi di avere un cervello e sentirti approvato. Ti piacciono le coccole, ma non le elemosini come un gatto ed il cervello per te è l’istinto. Hai fame ma sai aspettare pazientemene, ogni tanto ti lamenti se mi dimentico di te e magari dopo sei pure un po’ triste. Non mi rinfacci niente, non mi giudichi e non mi assali coi tuoi bisogni. Dicevo che fai male a fidarti. C’è chi è come me che per giustificare la violenza delle sue azioni o solo il suo agire si nasconde dietro la razionalità, la scusa fasulla dell’intelligenza. Ma siamo davvero tutti così intelligenti? Non basterebbe scodinzolare per non sentirsi soli? Sarebbe più semplice trovare un amico, come te mer capirlo. Mio caro cane, amico migliore di sempre.

Giusto per dire che io, ai cani, ci voglio bene. Continua a leggere