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Reality & Accidents in Via Padova

7 Lug

Milano: Incidenti sulla strada avvengono quotidianamente. Non sono casi rari o sporadici: la media degli incidenti stradali è di circa 6 al giorno. Non è poco, pensateci. Eppure, nel quartiere dove risiedo quando succede qualcosa tutto si trasforma in festa, fiera, passaparola e occhi sgranati. Ovviamente tutti alla ricerca spasmodica del morto, del ferito. Tutti vogliono, dalla notte dei tempi, vedere il rivolo di sangue. Tutti vogliono e sentono la necessità di verificare l’esistenza della morte. Tutti cercano la morte, il dolore, il ferimento. Non c’è nulla di meglio che l’incidente stradale, l’ambulanza in arrivo (quattro), la macchinona ribaltata a ridosso del negozio di mobili, il motorino sfasciato, il ragazzo delle pizze fasciato e i pompieri coi flessibili all’opera. E’ il massimo del divertimento. E’ il massimo poiché, diciamocela tutta, per quanto ci sforziamo davanti ai televisori in questa estate a tratti monsonica ci annoiamo. Qui, da queste parti, in Via Padova c’è stato un incidente. Non so’ dire se c’è scappato il morto o meno. Tutti mormoreggiano che è morto qualcuno. Tutti parlano del povero fattorino ma nessuno sa’ niente con precisione. Lo so io, lo sanno anche gli altri che affollano Via Padova e Le altre vie dell’incrocio. Il fattorino non è morto come neanche il guidatore e il passeggero sul macchinone, nessuno è morto. Tutti lo cerchiamo ma il caso ha voluto per ora risparmiarci la magnifica visione della morte. Che gran peccato! Proprio oggi che abbiamo deciso di staccare le chiappe dalla nostra chaise-lounge reggi-reality e il reality lo abbiamo sotto il portone di casa, dicevo, proprio oggi non possiamo avere quello che vogliamo così tanto e che ci rende tanto contenti quando lo divoriamo dal televisore.

Se ne avrò voglia seguiranno gli sviluppi insieme a sordidi commenti.

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Suv, nuove protesi umane

15 Feb
I suv sono protesi genitali
Non conosco la dinamica dell’incidente avvenuto a Milano tra un Suv, un tram ed un autobus dell’atm.
Fatto sta che l’utilizzo di un mezzo simile in una città è poco giustificabile.
Anche se il conducente del suvè innocente io ritengo percentualmente rilevante
la colpevolezza di alcuni progettisti di automobili, responsabili del marketing e di ricerca e sviluppo.
Il suv è:
Una berlina con le dimensioni ed il peso di un fuori strada.
Un fuoristrada col motore di una berlina.
Ne consegue che se ti arriva addosso ti ammazza
ed ha un motore sottodimensionato rispetto alla massa trasportata (generalmente).
Scaricano in atmosfera dai 230 ai 290 grammi di anidride carbonica per chilometro percorso.
Lo ripeto: il suv non è giustificabile in città.
[immagine presa dal sito de il sole 24 ore]

Riassunto del Blog 2007

3 Gen

 

Nel 2007 ho (stra)parlato di…

E’ successo che…

  • è nato bl0x, e non è durato neanche un’anno…
  • ho iniziato a sperimentare con l’arte generativa
  • ho scoperto i King Cimson
  • ho arrangiato un videoclip che è andato in onda su tele Lombardia; si trattava di un concorso. Il suddetto viedoclip è stato battuto da un piccione, sicuramente è meglio così.
  • la chiesa ha avuto qualche problema con i suoi dipendenti.
  • due guru dell’informatica “leggermente scopiazzoni” si sono confrontati;
  • Ho fatto la maturità e mi sono diplomato;
  • avvenimenti dopo il diploma e occupazione assillante;
  • ho sviluppato una fobia verso i nuovi baby-consumatori;
  • son stato in un paese folle ed al contempo fantastico;
  • girare per il mondo non ti ripaga di certe cose;
  • ho cercato in modo goffo di scrivere un (breve) pezzo pirandelliano ma alla fine ho preferito sperimentare amplificando i sensi;
  • mi sono iscritto all’università.
  • ho deciso che se facessi il giornalista sarei un giornalista musicale e mi piacerebbe farlo perché potrei scrivere cose tipo questa: zero sforzo/massimo cazzeggio;
  • ho trovato il mio guru;
Poi è arrivato il 2008.

Psicosi da carburante e culi su quattro ruote: Homo Sapiens Sapiens Deimieicojonens.

12 Dic

Ogni settimana vado in università, e ogni mercoledì stacco alle quattro e mezza dopo essermi fatto un perone di matematica e calcolo numerico. Esco dagli edifici in Via Golgi piuttosto in trip e lievemente confuso: vettori, matrici, integrali, determinanti Hassiani, cicli di for e barriere di energia potenziale in un unico turbine nella mia mente. Più mi allontano dalla “balena bianca” più divento razionale, la realtà si rimaterializza davanti ai miei occhi, sulla mia pelle, nei miei polmoni e oggi pure nei miei coglioni. Si i miei coglioni. Evitiamo il bon-ton e pure il buon senso; perchè pare che ultimamente di buon senso nelle teste della gente dotata di automobile ce ne sia proprio poca.

Io amo Milano: è la mia città e non riesco mai a dire “Basta! Basta, non ne posso più! Milano è una città impossibile, frenetica, caotica, inumana…” e altre idiozie di questo tipo. Milano mi piace così: per il suo dinamismo, la sua frenesia e il suo movimento; per me Milano è una poesia, ogni giorno.

Oggi invece ho odiato i suoi abitanti, i suoi “avventori” che abitano nell’hinterland e durante la settimana vengono a Milano per lavorare, per produrre. Procediamo per gradi. Continua a leggere