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Mia figlia si chiama solo Hellò

28 Ago

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Variazione 1: Il merlo, La scopetta, Lo scoppiato.

27 Ago

Scorre lentamente la lista di possibili scelte. Belle incasellate, riposte e riconoscibili.

Martedì ti svegli e non sai cosa fare, prendi lo scopettino e passi la polvere. Così a tempo perso. Tanto è un bel po’ di tempo che passi ore perdendo tempo. Il tempo si perde e basta, a prescindere. Il tempo è l’unica cosa che nella vita una persona perde a prescindere. Te ne fai una ragione e continui a passar la polvere. Sporco ostinato? Passi uno straccio. Alla fine ti rendi pure conto che far pulizie rende pure produttiva una giornata immersa nella noia. Certo sei pure mezzo rincoglionito dalla serata di bagordi di ieri. Sei lì, immerso nei tuoi trip mentali quando un merlo entra dalla finestra del salotto e SBAM! Si schianta contro l’anta a vetro della libreria. Giace riverso per una frazione di secondo sul pavimento e poi, come attraversato da una scossa, si rianima e prende a svolazzare.

Ecco un bell’esempio di perdita di tempo: cercare l’uscita. Ma cosa cacchio ci  sarà entrato a fare il merlo nella mia stanza? Cosa cavolo avrà pensando mentre inseguiva la sua eventuale preda… Forse era solo sovrappensiero e nella calura estiva, povero piccolo batuffolo di piume elasticamente disposte, è stato colpito da un colpo di calore. No, è poco plausibile. Forse è lo smog. Alla tele dicono che in questi giorni ci sono pure alte concentrazioni di ozono… avrà avuto uno svarione.

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Stick to the point

28 Lug

Mentre sei solo a un’ora di ventotto di ascolto intensivo di Musica, all’inizio di una strada, comprendi l’interruzione di un’altra. Meglio, capisci perché tempo addietro hai deciso di depositare le armi ed alzare gli scudi. “Big in Japan”: esaurimento spirituale. Paradossalmente mi fa’ schifo ammettere di essermi stufato così presto di lottare per i miei valori ed i miei ideali. Stanco di insistere e trovarmi di fronte ad un muro di gomma ho preferito darci un taglio. Spostando così in altri settori i miei vettori istintivi e propositivi di vita, magari accorciandone un po’ l’intensità non dimenticando, però, il verso e l’orientamento universale. Avrò anche perso in rendimento e stima per i miei gesti. Ho disperso il mio pragmatismo attraverso una più privata contemplazione di grafite stesa in quaderni. Mi è stato utile: ho raggiunto nuovi livelli di conoscenza del mio essere che altrimenti probabilmente non avrei scoperto altrimenti. Sono arrivato a sentirmi una prostituta culturale quando cercavo di spiegare a manichini dotati di gradi di libertà fissati dalla loro stessa posizione, ho avuto momenti di panico, scuotimento, crescita. Un giorno rileggendo questo post mi metterò a ridere, sicuramente; molto più probabilmente mi sentirò molto meglio e più propenso alla vita. Rileggersi fa’ bene all’anima e all’intelletto, così come quando si parla: le proprie parole, la voce, l’accento, il silenzio aiutano a definire la propria identità comunicativa. Le azioni influenzano tuto ciò inevitabilmente e a loro volta sono influenzate in modo duale rispetto alle precedenti. Un’interconnessione: una rete. come tutte le reti, volendo mantenere un livello di organizzazione pressoché egualitario rispetto a tutte le interconnessioni possibili sono finito per lo scontrarmi con i controsensi. Nuovamente. Sono arrivato pure a temere di essere schizzinoso io, quando cercavo di applicare le supposizioni che mano mano prendevano forma nella mia mente. Ho capito che non è di paura. Di c0ntrosensi trattasi. Paradossi: duri, puri, realisticamente astratti, affascinanti quanto vuoi ma comunque paradossi. Ho capito che ora è necessario che la rete inizi a organizzarsi e ad arrangiarsi per i cazzi suoi, mentre io agirò come attrattore strano su di essa. Può pure sembrare una semplificazione olistica della vita: di questo si tratta, non ci sono cazzi. Sono contento poiché le danze non sono finite. Ne passerà ancora di acqua sotto i ponti. Uscirà altra merda dagli occhi. La vita è fenomenale nella sua semplicità. Basta con gli sguardi commossi per l’arredamento, è ora di far pulizia. Indipendentemente dal trend se siamo qui è perché, in un certo senso, abbiamo una missione (almeno a breve termine). Meglio: ci prefissiamo delle missioni per andare avanti. Anche antropologicamente. Cercare risposte, soluzioni. Darsele. Di santa ragione di spirito (possibilmente non solo con quello santo).  L’umanità ha sempre avuto bisogno di problemi da risolvere per progredire e raggiungere nuovi livelli di conoscenza. Il progresso non può e non deve rimanere solo una questione tecnica. L’esistenza è qualcosa che prescinde dai sistemi di riferimento, assi cartesiani se vuoi. Chi se ne frega, tutto è un fine poiché tutto può essere a sua volta un mezzo. Quindi, concentriamoci.

Ora mi concentro bene. E smetto di fumare.

Tra i cori e i vagoni per immigrati / Integrazione Lombarda

22 Lug

«È arrivata l’ora che questi giudici si trasferiscano in Marocco, dove potranno assaporare le virtù del sistema giudiziario marocchino (…) A Milano i mezzi pubblici dovranno essere guidati solo da cittadini italiani – ha aggiunto Salvini -. Chiamerò immediatamente Catania (presidente di Atm n.d.r.) perché Milano e i milanesi siano rispettati e tutelati e gli fornirò centinaia di curricula di aspiranti autisti lombardi».

Matteo Salvini

Allora io mi chiedo: ma lo fai apposta? Ti piace proprio sollevare polveroni di parole vuote e vane banalità? Tacere molto spesso è la miglior opinione. Qui si sta parlando di discriminazione. Se in Italia la legge che abbiamo è obsoleta, non è certo perché ci piace. Ma porca miseria! Chi ti dice che io mi senta offeso nel vedere un arabo guidare un tram o un autobus… in quanto milanese credo sia giusto che non vi sia discriminazione alcuna tra le persone. Men che meno sul luogo di lavoro. Che poi, voglio vederli… io.. i milanesi D.O.C.G. a guidare la cinquantasei. Voglio vederli.

Poi uno si domanda… Ma perché anche l’UNCHR si preoccupa per il clima sociale del “belpaese”?

Urla

21 Lug

«A me,  questo fatto qui mi provoca una tristezza! Ma hai presente?! Ma proprio TRISTEZZA!!»

Urla, Un Amico. Nella Notte

Ho presente si, mio caro amico. La questione qui è veramente cruciale. Le relazioni interpersonali tendono sempre più a rarefarsi, a rendersi effimere e quantizzate. Non basta più che una cosa sia spontanea. Anzi, più ci si “sbatte” perché – le cose vadano come devono andare – più si dimostra alla società che si ha il cazzo duro. Che si è capaci di stare al mondo, correggo, che il modo in cui si sta al mondo è socialmente accettato.

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Zero

8 Lug

Seduto sulle rive del Gange, piedi a mollo nello scarto di una civiltà oramai sovra-stimolata da inutilità ansiogene. Sorseggio il mio Moscow Mule. Osservo il riverbero del sole sullo specchio dell’acqua. Una sensazione di pace e calma pervade i miei centri nervosi. Il plesso solare entra in uno stato di fluttuazione. siedo ma è come fluttuare in mezzo ai campi verdi di Varanasi. Vibrazioni dolci sulla mia corteccia celebrale. Sempre più a fondo penetrano. Duramadre tu sei dura ma materna. Piamadre, non me la racconti giusta ma ti amo per questo. aracnoide arrampicamento e maglia istintuale. Carichi di stimoli che poi spedisci a forza. Ed eccolo. Il nucleo.

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