Archivio | News RSS feed for this section

“il Fatto Quotidiano”: Primo numero.

23 Set

Ore 6.23. Parto alla ricerca de “il Fatto Quotidiano”. Dopo una serata festaiola all’Atomic Bar decido di comprarmi il primo numero del nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro e firmato da Marco Travaglio, Furio Colombo, Peter Gomez e Luca Telese. Parto da piazzale Piola e decido che dovrò avere il primo numero, voglio leggere e farmi una idea di questo nuovo giornale. L’edicola in piazza Piola era ancora chiusa, Procedo a piedi per via Pacini fino all’edicola di stampa estera all’angolo con via Ponzio, e la situazione che l’edicolante mi presenta è interessante: “Abbiamo venti prenotazioni e ci hanno spedito venti. Li daremo a chi ha prenotato per primo.” Mi spiega anche che il Fatto Quotidiano non verrà neanche distribuito in tutta la penisola capillarmente in quanto sono in una fase di lancio, sono piccoli e non percepiscono sovvenzioni statali; mi consiglia di andare verso la stazione in piazza Bottini o comunque in metropolitana dove non hanno fatto prenotazioni. Un’edicolante sempre gentile e disponibile la situazione per le edicole lungo Via Pacini è sempre la stessa: “Otto ne ho ricevuti e otto ho consegnato a chi aveva prenotato, ce ne sono pochi sarà dura”. Non demordo e seguo il consiglio ricevuto in precedenza. Proseguo fino alla stazione della metropolitana di Lambrate: Ci sono due edicole in tutta la stazione, una tenuta da un edicolante italiano e un’altra gestita da un gruppo di equadoregni. Il povero edicolante non ne sapeva nulla, diceva di averne sentito parlare ma non aveva ricevuto comunicazioni ne avvisi dal distributore mentre nell’edicola più grande c’erano cinque copie non prenotate. Finalmente! E’ mia!

Qualche considerazione: per essere il primo numero ha già ottenuto un grosso riscontro da parte della gente che legge i giornali; gente che ancora, nonostante tutto, ha ancora il coraggio di andare in un’edicola e comprare giornali. Tante prenotazioni ma poche copie distribuite, magari molte meno rispetto all’aspettativa stessa dell’edicolante. C’è tempo direte voi, è necessario un periodo di rodaggio e non ci sono ancora abbastanza soldi per coprire la distribuzione su tutti i trentottomila comuni italiani, ok. Forse sarebbe stato più corretto da parte dei distributori, verso gli edicolanti, rispettare il numero di copie stabilite che mi dicono essere venti per Milano.

La mia copia la ho e ne sono contento, nel pomeriggio pubblicherò una recensione un po’ più approfondita su questo nuovo promettente giornale.

Il primo numero è fondamentale per qualsiasi rivista, perché contiene il manifesto stesso del giornale: è firmato dal direttore Padellaro e afferma la linea politica e quella editoriale di cui riporto un estratto:

“Ci chiedono: quale sarà la vostra linea politica? Rispondiamo:  la Costituzione della Repubblica. Non è retorica ma drammatica realtà. Prendete il principio di Legalità sancito dall’articolo 1. Cosa c’è di più rivoluzionario in un paese dove ogni giorno la legge viene adattata ai capricci dell’imperatore e dei suoi cortigiani? E l’articolo 21 quando afferma che l’informazione non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure? […]

Chi dicono: che bisogno c’è di un altro giornale? Eppure questo bisogno lo sentiamo talmente da avervi investito il nostro mestiere e i nostri risparmi. […] La proprietà del Fatto Quotidiano è ripartita in piccole quote equivalenti tra un gruppo di soci che hanno come unico scopo quello di garantire l’autonomia del giornale e di far quadrare i conti. Piccoli azionisti ai quali tanti chiedono di aggiungersi per dare una mano. Ricchi non siamo ma non chiederemo un solo euro di sovvenzioni pubbliche o di partito. Sono già 30mila coloro che ci sostengono in questa scelta con i loro abbonamenti. […]

Il Fatto sarà un giornale di opposizione. A Berlusconi, certo, perché ridotto una grande democrazia in un sultanato degradante. Ma non faremo sconti ai dirigenti del Pd e della multiforme sinistra che in tutti questi anni non sono riusciti a costruire uno straccio di alternativa. Troppi litigi. Troppe ambiguità. E poi vedremo se Di Pietro riuscirà, davvero, a creare qualcosa di nuovo, liberandosi dei riciclati soprattutto al sud.

Lo abbiamo chiamato il Fatto in memoria di Enzo Biagi che ci ha insegnato a distinguere i fatti dalle opinioni. Un grande giornalista e un uomo per bene epurato, come Montanelli, dalla compagnia dei servi e dei mediocri. Pensando al loro coraggio ci facciamo coraggio.

estratto da il Fatto Quotidiano, pag.1

Sembra promettente, sembra alternativo, si professa di opposizione e apolitico ma spera in Di Pietro. Sembra un quotidiano cazzuto. I fatti, in fondo sono cazzuti e devono essere riportati in quel modo cazzuto tipico del giornalismo: “le cinque doppiavvù”. A più tardi le mie impressioni.

immagine presa da la nebbia

Telegrafica/3

22 Set

Che bella sensazione. Finalmente fuori. Fuori da casa. Tre giorni a portare mobilio e elettrodomestici sul dorso. Mi rifaccio pure il fisico! Menghiaaaa!

Un letto, Uno stereo, Un Fornello, Il frigo, Un tavolo, Delle sedie, i quaderni, i libri e la mia testa. Che sensazione figa! Altro che endorfine! un tetto sulla testa e tanta voglia di spaccare. Il lavoro nobilita l’uomo quindi facciamo l’amore!!

Mia figlia si chiama solo Hellò

28 Ago

La vita Spericolata di Silvio

30 Lug

SilvioDJ - DNEWS 30 Luglio 2009 Milano

TAAAAAAAAAACC!

Che pheego! Ganassssaaa!

Reality & Accidents in Via Padova

7 Lug

Milano: Incidenti sulla strada avvengono quotidianamente. Non sono casi rari o sporadici: la media degli incidenti stradali è di circa 6 al giorno. Non è poco, pensateci. Eppure, nel quartiere dove risiedo quando succede qualcosa tutto si trasforma in festa, fiera, passaparola e occhi sgranati. Ovviamente tutti alla ricerca spasmodica del morto, del ferito. Tutti vogliono, dalla notte dei tempi, vedere il rivolo di sangue. Tutti vogliono e sentono la necessità di verificare l’esistenza della morte. Tutti cercano la morte, il dolore, il ferimento. Non c’è nulla di meglio che l’incidente stradale, l’ambulanza in arrivo (quattro), la macchinona ribaltata a ridosso del negozio di mobili, il motorino sfasciato, il ragazzo delle pizze fasciato e i pompieri coi flessibili all’opera. E’ il massimo del divertimento. E’ il massimo poiché, diciamocela tutta, per quanto ci sforziamo davanti ai televisori in questa estate a tratti monsonica ci annoiamo. Qui, da queste parti, in Via Padova c’è stato un incidente. Non so’ dire se c’è scappato il morto o meno. Tutti mormoreggiano che è morto qualcuno. Tutti parlano del povero fattorino ma nessuno sa’ niente con precisione. Lo so io, lo sanno anche gli altri che affollano Via Padova e Le altre vie dell’incrocio. Il fattorino non è morto come neanche il guidatore e il passeggero sul macchinone, nessuno è morto. Tutti lo cerchiamo ma il caso ha voluto per ora risparmiarci la magnifica visione della morte. Che gran peccato! Proprio oggi che abbiamo deciso di staccare le chiappe dalla nostra chaise-lounge reggi-reality e il reality lo abbiamo sotto il portone di casa, dicevo, proprio oggi non possiamo avere quello che vogliamo così tanto e che ci rende tanto contenti quando lo divoriamo dal televisore.

Se ne avrò voglia seguiranno gli sviluppi insieme a sordidi commenti.

Ciclo: Previsioni del tempo

26 Mag

Ultima settimana di V. Tre giorni dalla fine.

Tutto era iniziato con una tempesta e la conoscenza di F. Pioveva a dirotto cinque mesi e ventisei giorni prima. Trionfante all’ingresso del B.B. tower. Richiesta alla reception. F chiese della stessa persona, della stessa divisione. Aveva gli occhiali appannati per il freddo. Un ingegnere. Donna. V la conobbe così: in appannamento. Pioveva e tuonava. le palme nella hall avevano un aspetto tetro e decadente.

In questi ultimi quattro giorni il caldo ha arroventato la città. Sull’asfalto era come camminare sul quarzo in corrente. Arrostivi. Verso le due il riverbero confondeva i musi delle automobili. In lontananza: sullo sfondo il Resegone, spoglio. Tre giorni. Tre.

F ora è più sicura, ha smesso con i tranquillanti.

Un nuovo corso di eventi aveva investito V, come fosse immerso nell’ossigeno puro. Ora era inebriato e teso al tempo stesso.

Venerdì è previsto sole.

De Corato di Lagrime amare…

22 Apr

… come pane e pece.

Mica semplice se poi ti tolgono pure luride, kebab, baracchini degli hot dog.

Ho già in mente qualche idea per continuare a mangiare tranquillamente senza il rischio di multe. Pic-Nic nei giardini pubblici o appoggiati su certi casi di orrendo urbano. Tanto per cominciare.

che poi il commercialotto brianzolo dorma tutta la notte invece che stare sveglio come alcuni esercenti egiziani… è solo l’ennesimo esempio di rodimento tignoso tipico della borghesia italiana. Puah… temo proprio che i piccoli commercianti stiano perdendo lo spirito d’impresa, se mai ne hanno avuto uno.