Archivio | Random RSS feed for this section

Spaziosità compresse e situazioni metastabili: Posticciamente vostro VK.

29 Giu

Da buon pacconatore (leggasi bidonista) ho dato beatamente buca chiudendo ogni forma di comunicazione negli scorsi due giorni. Ma avevo dei buoni motivi. Ero a Berlino a fare foto scrause e a vendere sample tunz-tunz con un gruppo di cialtroni . Due giorni intensi e vuoti allo stesso tempo. Mi chiederete se ci ho guadagnato qualcosa: si… economicamente giusto quello che mi basta per drogarmi e andare a puttane di basso bordo. No, ho guadagnato il giusto visto che spese di viaggio e viitto erano dallo scrivente. io vorrei tanto aprire partita iva, ma è complicato e non mi serve. Per ora mi faccio pagare in nero e son contento. In definitiva però sarebbe meglio non fare questo genere di cose. Mi stanco inutilmente e mi carico di pensieri che occupano troppo la mia memoria. sono cose che non dovrei fare quando sono sotto esami. A breve avrò un esamone. Dovrà andare bene. Quindi, per adesso la formica saluta tutti e accumula per l’inverno. Nel frattempo sotto con lo studio e le persone ammesse sono solo quelle che hanno preso appuntamento con me prima di oggi. Mi spiace, ma devo ridurre le distrazioni per forza di cose.

“E se prorammi la tua vita, non t’accorgi che è già noia. La tua vita programmata è: vorrei farla finita.”

Vorrei poter rispondere “Parole Sante!” ma nella mia totale disorganizzazione devo ripartire da capo ogni volta che qualcosa salta o si interrompe quindi, ahimè, la precedenza al necessario e non al superfluo. Razionalizzare al massimo e organizzarsi al meglio delle possibilità. Se vi son sembrato cinico o troppo egocentrico chevvefrega? Io ci ho il mio univérso, i miei tempi e i miei modi. Appena posso riprendo col vecchio andazzo rivisitandolo un attimo, per evitare brutte sorprese sul lato profescional. Quindi per salvare capra e cavoli, alla fine mi tocca di far pure gli auguri posticci alla attuale filosofa di riferimento: Auguri Cazzomene! ancora 100 di questi giorni anni!

Questo post è autoreferenziale. Non l’avevate capito?

N.d.A: Se trovate questo post poco comprensibile capitemi:

Me famiglia povera, studente universitario squattrinato che scrive sul suo blog dopo aver fatto su e giù (e non essere inteso in senso bello). Essere solo esaurito!

Annunci

Irrational-Rationalistic point of view\3

8 Giu

Assorbire le informazioni è vitale, indispensabile. Se poi lo fai a casaccio tanto meglio, tanto tempo

 

 risparmiato. Non è necessario il concetto. Lo estrapoli dalla massa di informazioni ed immagini il resto, come quando cerchi di tappare gli spifferi col silicone o le crepe nei muri le copri con lo stucco. Sicuramente non sarà

 totalmente corretto, verrà fuori un po’ sbavato ma in ogni caso quello che conta è la massa. Correttezza, poi è solo un termine immaginario ed inflazionato. Lo sai, non ti rispecchia. Ti inquadra troppo.

Le informazioni non devono essere di per se’ caso di studio, se lo sono allora meritano. Se meritano vuol dir che sono interessanti. Altrimenti sono troppo complicate e noiose. Di base assimili tutto stando sul bordo, osservando dalla finestra, senza disturbare (e disturbarti) per specificare meglio i concetti che ti si parano davanti. Ti accontenti e se qualcuno ti mette in difficoltà sfrutti l’occasione per acquisire le informazioni da lui. Non potrebbero mai dire che sei una persona superficiale perché tu sei sempre informatissimo. Non nascondi la tua superiorità. Ti destreggi nelle situazioni scomode dove rischieresti di passar per – poco informato – (non ti si dica mai che sei un ignorante, pena un attacco di nervi), sviando il discorso con intuizioni acute  (non ti si dica mai che sono banali perché rischieresti di far appannar le lenti)  nel modo a te più comodo. A tuo modo ti senti accettato così. 

Dancing with a ton of Lead in my head.

8 Giu

Eh, grazie al piffero. Sei disordinato, ecco cosa c’è. Forse sei troppo bohemienne. Forse lo sei stato, per troppo tempo vivevi i tuoi giorni come se non ci fosse separazione tra gli eventi. E ora ti ritrovi giustamente al punto di partenza. Legato e imbavagliato. Sommerso da carte cartoni e cartoncini. Un casino. Ora devi ripartire. Rincominciare. Bene, sei propositivo. Ma non troppo. Vorresti essere più rapido e felice ma l’empasse ti impedisce di fare le cose come sai che andrebbero fatte. Rimani ingolfato e inizi a grattare l’iceberg accumulato con uno spazzolino. Stoico? Forse no. Stacanovista? Sicuramente. Autolesionista? Non per natura ma per condizione. 

Forse ho capito il problema…

26 Mar
Il partito della ciabatta
Insomma, capita di fermarsi e pensare. Si pensa si pensa, insomma, pensa che ti ripensa e s’è fatta una certa. Così all’ultimo momento, nell’ultimo spazio di tempo concesso, in pieno calo di zuccheri ti tornano in mente certi ritornelli…
Certe volte davvero devo stare da solo:
da tutta la gente devo prendere il volo.
Certe volte non sopporto nessuno:
se non scappo via, ammazzo qualcuno.
Forse ho capito il problema qual è:
la vita sociale non fa per me
Spendersi in futili chiacchiere
per dare il migliore profilo di sé.
Certe volte non riesco ad alzarmi dal letto la mattina:
la vita è troppo noiosa, e allora stacco la spina
Forse, forse, è solo uno stato mentale
ma all’idea di uscire io mi sento male
Forse ho capito il problema qual è:
la vita sociale non fa per me
Spendersi in futili chiacchiere
per dare il migliore profilo di sé
Certe volte mi scopro a fare fatica a parlare:
dico “Ciao, come va?” poi resto a guardare.
Forse potrei far di meglio se lo volessi
ma sono troppo pigro e poi non credo che mi interessi
Forse ho capito il problema qual è:
la vita sociale non fa per me

Jet Set Roger – “La vita sociale”

Ma alla fine non era solo il ritornello a contare… l’intero testo è una buona rappresentazione della questione. Ecco, giusto per chiarire che a volte mi trovo a confrontarmi con mentalità diverse e che mal-comprendo. Ho scritto ciò a futura memoria, magari un girno poi cambierò idea anche io e mi convertirò al partito del piede + ciabatta, magari mi passerà anche la voglia di comunicare e mi incollerò completamente al mio divano a formare un blocco unico: io, il divano, i miei piedi nelle pantofole, avvinghiato a un dual-shock, gli occhi spiaccicati sul televisore, movimenti semiplastici dei polpastrelli e junk food manco fosse il piano Marshall.

Per adesso cercherò di imparare a memoria la canzone per riproporla nei momenti più adatti, adattandola a conversazioni che in fondo vertono proprio su quegli argomenti tanto cari al partito sopracitato: tecnologia, neosocialismo, protoliberismo, videogiochi, siti porno, merendine, celhopiùlunghismi di stampo 2.0 (tipo la posizione sulla blogbabel), esplosioni di cattolicesimo inverecondo, dichiarazioni di stima verso certe boyband germaniche con velleità nipponiche (in salsa transgender) ed in fine pippologie volte a dimostrare la superiorità dell’astratto sul concreto.

Il mitico disegno in testa al post è stato fatto dal mio amico che porta sempre, per quanto opinabili esteticamente parlando, dei mocassini afgani.

 

Ricordi di Marzo

1 Mar

E’ Marzo ed è nuvoloso. Oggi c’è vento. I Radiohead in cuffia.

E’ interessante notare come a volte anche solo la luce di una giornata o le condizioni atmosferiche ricordino giornate passate, ormai 5 anni fa’.

Le prime bigiate. Le manifestazioni per la pace, i treni presi scavalcando i finestrini a Cadorna. La compressione e gli odori molesti in vagoni a due piani. Poi la massa. In un parco. La linea ferroviaria bloccata da persone in protesta sui binari. I discorsi con i miei amici di allora, ora mai persi di vista, writers e graffitari, cibernetici applicati persi oramai nella notte dei tempi; chi travolto da situazioni familiar, sentimentali, chi rovinato dalla droga, chi col tempo poi ha ridefinito il suo percorso, affinandolo.

Gente scomparsa.

Oppure una mattina, quattro anni fa’. All’arco della pace. Seduti sui gradoni al limitare del Parco. Almeno tre persone il cui nome inizia con la A. Andammo alla triennale a vedere una mostra di arte contemporanea, fatta di tuci ed ombre. Accrocchi metallici dall’aspetto informe, barrette di acciaio saldate tra di loro, dall’aspetto non riconoscibile, illuminate dalla giusta angolatura si trasformavano in volti, cavalli, lampadine, paesaggi, biciclette. In fine i tram e il lieve rimorso per aver bigiato che riaffiorava verso l’una e mezza: dovevo tornare a casa e fingere di essere andato a scuola, compito difficoltoso ma non poi così tanto. Era assai più complicato digerire i pasti veloci fatti al McDonald’s.

Oppure una mattina, girando per corso Buenos Aires … un’anziana invalida ferma all’angolo con via Vitruvio, un tempo insegnante che mi chiese aiuto. Lei in carrozzina, paralizzata alle gambe, gonfia di cortisonici. Era artrosi.
Mi chiese di spingerla fino alla posta e poi fino al panettiere. Un calvario, la sua esistenza. Postandola in carrozzella mi accorsi di quanto Milano possa essere invivibile per chi vive a quell’altezza, coi tubi di scappamento dei camion dritti in faccia, i marciapiedi sconnessi, i pali in mezzo, le macchine parcheggiate sulle strisce. Un tempo faceva l’insegnante. Lei con borse e borsoni viveva la sua esistenza, documenti, cellulare, lastre e bollette imbucati nei sacchetti del GS. Una vita dura, una persona più che dignitosa. Abbandonata dai figli. Quel genere di persone che sono più dignitose e umili di tanti altri che ostentano bontà, comprensione, simpatia e poi magari a casa loro pisciano fuori dalla tazza. Altro che visoni ed ermellini. Quel mattino mi sentii utile, aiutavo una sconosciuta. Mi ripagò comprandomi una pizza. Non male! La salutai cordialmente e me ne tornai a casa. Quel giorno piansi. Ma era un pianto misto: ero contento di vivere, di essere fortunato e incazzato con la realtà, che a volte è terribile.

Riassunto del Blog 2007

3 Gen

 

Nel 2007 ho (stra)parlato di…

E’ successo che…

  • è nato bl0x, e non è durato neanche un’anno…
  • ho iniziato a sperimentare con l’arte generativa
  • ho scoperto i King Cimson
  • ho arrangiato un videoclip che è andato in onda su tele Lombardia; si trattava di un concorso. Il suddetto viedoclip è stato battuto da un piccione, sicuramente è meglio così.
  • la chiesa ha avuto qualche problema con i suoi dipendenti.
  • due guru dell’informatica “leggermente scopiazzoni” si sono confrontati;
  • Ho fatto la maturità e mi sono diplomato;
  • avvenimenti dopo il diploma e occupazione assillante;
  • ho sviluppato una fobia verso i nuovi baby-consumatori;
  • son stato in un paese folle ed al contempo fantastico;
  • girare per il mondo non ti ripaga di certe cose;
  • ho cercato in modo goffo di scrivere un (breve) pezzo pirandelliano ma alla fine ho preferito sperimentare amplificando i sensi;
  • mi sono iscritto all’università.
  • ho deciso che se facessi il giornalista sarei un giornalista musicale e mi piacerebbe farlo perché potrei scrivere cose tipo questa: zero sforzo/massimo cazzeggio;
  • ho trovato il mio guru;
Poi è arrivato il 2008.

Milano ore 16.30…sembra notte!!!

22 Nov

 

Giornata densa di avvenimenti ed impegni improrogabili da rispettare e da far rispettare. E’ giovedì ma è come se fosse martedì, tutto si muove ma è come se restasse fermo. Milano, oggi, è bagnata dalla pioggia.

Vai all’università, vai in tre banche diverse per riscuotere un assegno, vai a fare la spesa e torni a casa. Fai ordine e ti accorgi che è quasi notte.
Ma sono le quattro e mezza.

Ti accorgi che è incominciato l’inverno. E’ buio. Fa’ freddo e oggi piove.

Scosti le tende, metti un disco dei Kraftwerk e ti butti sulla poltrona. Ti rilassi e pensi, vai a zonzo tra i meandri della tua mente. E’ piacevole.

Ti accorgi che la frenesia di Milano ti piace e non ti affanna. Non ti soffoca. Ami Milano.

Poi ti addormenti, sogni qualcuno, un volto sfuocato e bluastro.

Dice:

Hier spricht die Stimme der Energie…
Ich bin ein riesiger elektrischer Generator…
Ich liefere Ihnen Licht und Kraft…
Und ermogliche es Ihnen Sprache,
Musik und Bild…
Durch den Ather auszusenden und zu empfangen
Ich bin Ihr Diener und Ihr Herr zugleich
Deshalb hutet mich gut…
Mich, den Genius der Energie…

Poi ti svegli. Tutto normale.

Tutto normale.

Sei tu.

Energeticamente vostro, ma comunque sempre tu. Schiavo dell’energia.

Image from Flickr offered by mornin’glow