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Irrational-Rationalistic point of view\4

11 Giu

Non sei mai contenta del risultato ottenuto. Ti sforzi di essere sincera ma dissimuli troppo i tuoi sentimenti. Nascondi le tue insicurezze, le tue debolezze, i tuoi ardori, le ammirazioni dietro a parolacce e frasi di scherno. Lo sguardo sul tuo volto sarà sempre sarcastico o deluso. Per le cazzate, invece, sei sempre sorridente: è chiaro che una marea di problemi ti affligge e ti senti debole, ti senti inferiore al solo pensiero di confidarle ed aprire per un momento la valvola di sfogo. Purtroppo il mondo è una merda e nonostante i tuoi sforzi ti sei circondata di decelebrati. Lo sai bene ma se solo un giorno ti alzassi dalla sedia e guardando uno di questi gli dicessi:

“Tu, le tue misere idiozie adolescenziali… cazzo hai 22 anni! Hai rotto i coglioni! Cresci! Mi annoi! Sono stufa dei tuoi falsi problemi e le tue soluzioni stereotipate e magari copiaincollate da qualche rivistina o libro del cazzo!”

dicevo, lo sai benissimo a cosa andresti in contro. Perderesti la possibilità di lenire le tue pene con persone ovvie, facendo discorsi ovvi su argomenti ovvi senza correre il rischio che questi si informino più di tanto sulla tua vita. In fondo son sempre bastati sorrisini e gridolini isterici. Neanche hanno mai fatto lo sforzo di capire che in fondo tu un po’ sfortunata lo sei ma con le tue gambe ti stai costruendo un futuro.

Chi invece ha osato avvicinarsi è stato respinto fisicamente. Senza appelli. Non aveva chiesto il permesso. Anche perché sai bene che per mantenere il tuo status da dominatrice il permesso non puoi darlo a chicchessia. Anzi. Tu non lo dai proprio a nessuno.
Ovviamente non possono permettersi di criticarti in questo tuo comportamento ed è logico il motivo: tu sei sempre stata a tuo modo diretta e loro sempre superficiali. Tu ti sei adattata ai loro comportamenti e loro ora non possono avere l’assurda pretesa di modificare i tuoi. Eccheccazzo! Ora però cosa rimane?

Poco, loro sono solo idioti. E tu sei sempre superiore a loro. I tuoi problemi sono sempre e comunque affar tuo ed ormai della tua vita scegli tu, fai tutto tu.

Certo, magari avresti voluto essere totalmente insensibile e forse saresti stata meglio… ora sicuramente sei più scorbutica ed apatica di prima, ciò non toglie che Sei contenta così… alla fine loro ti avevano stancato.

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Rigurgiti di fede.

29 Feb
QUANDO LO SPIRITO ESCE
 [via Macchianera]

Riassunto del Blog 2007

3 Gen

 

Nel 2007 ho (stra)parlato di…

E’ successo che…

  • è nato bl0x, e non è durato neanche un’anno…
  • ho iniziato a sperimentare con l’arte generativa
  • ho scoperto i King Cimson
  • ho arrangiato un videoclip che è andato in onda su tele Lombardia; si trattava di un concorso. Il suddetto viedoclip è stato battuto da un piccione, sicuramente è meglio così.
  • la chiesa ha avuto qualche problema con i suoi dipendenti.
  • due guru dell’informatica “leggermente scopiazzoni” si sono confrontati;
  • Ho fatto la maturità e mi sono diplomato;
  • avvenimenti dopo il diploma e occupazione assillante;
  • ho sviluppato una fobia verso i nuovi baby-consumatori;
  • son stato in un paese folle ed al contempo fantastico;
  • girare per il mondo non ti ripaga di certe cose;
  • ho cercato in modo goffo di scrivere un (breve) pezzo pirandelliano ma alla fine ho preferito sperimentare amplificando i sensi;
  • mi sono iscritto all’università.
  • ho deciso che se facessi il giornalista sarei un giornalista musicale e mi piacerebbe farlo perché potrei scrivere cose tipo questa: zero sforzo/massimo cazzeggio;
  • ho trovato il mio guru;
Poi è arrivato il 2008.

Esistenza = Vita – Morte : perchè amare la vita e non tentare alternative alla morte.

20 Ott

Accade che la gente muore, è un fatto naturale.

 

La gente, chiunque, muore per i più svariati motivi: naturali, biologici(malattie), incidentali (incidenti di vario tipo).

 

Non solo la gente muore.La mattina quando ci laviamo i denti, streptococchi, spirilli, actinomiceti e tanti altri muoiono inesorabilmente sotto l’effetto del dentifricio o del colluttorio che utilizziamo abitualmente. Per buttarla sul coprologico: quando siamo sulla tazza e produciamo le più alte elucubrazioni della giornata, non stamo facendo altro che espellere i prodotti di scarto della digestione che possono essere composti in vario modo: essenzialmente

succhi intestinal, cellulosa e cellule morte. Le ultime non sono certo quelle che abbiamo ingurgitato a pranzo o a cena; facevano bensì parte del nostro corpo. Sono morte, non funzionano più e quindi le espelliamo. Dopo ci laviamo le mani: altri batteri morti per effetto del sapone. E’ una questione di sopravvivenza: mi lavo, mi curo, faccio di tutto per non ammalarmi ed abbassare la possibilità di morire.

 

La morte è, biologicamente parlando, la conclusione dell’insieme di processi biochimici/fisici che descrivono il mantenimento di un essere vivente. Se ne dovessimo discutere in ambito meccanicistico la morte di un essere vivente è l’ultimo stadio dell’esistenza di un essere vivente. Dopo la morte c’è la decomposizione. Chimicamente parlando, la morte, è quell’istante in cui l’intero sistema biologico entra in equilibrio con l’ambiente; cessa lo stato stazionario tra energia in ingresso ed energia in uscita (non tutta l’energia che entra poi esce, per questo si ingrassa).

 

In termini ancora più generali la morte è un fatto universale: potremmo considerare come morte la fine di qualsiasi insieme di processi o addirittura il completarsi di una funzione o un compito. Tutto nell’universo esiste in una forma definita per un certo tempo. Gli esseri viventi hanno come termine della loro esistenza uno stato chiamato morte. Cessata la morte arriva la decomposizione che riporta le sostanze costituenti l’organismo verso l’ambiente, verso uno stato più “semplice”.

 

L’essere umano, in fondo, non è che un insieme di elementi combinati tra di loro in una fittissima e complicatissima rete. Col passare del tempo, la vita, l’esistenza consuma rete. Dissolvendola, sciogliendola. Slegandone i nodi. La morte in questo senso è la dissoluzione completa della rete, la trasformazione a elemento semplice. La rete che torna ad essere filo, il filo che torna ad essere materia.

 

Perché dovremmo opporci?

 

Penso che al limite dovremmo cercare di preservare la nostra esistenza più che cercare un’alternativa alla morte.

 

La morta, si, è un fatto triste, spaventa, provoca sofferenze e mancanze. La morte però non deve farci smettere di vivere la nostra esistenza, anzi, deve invogliarci a godercela il più possibile.

 

Non capisco perché farsi condizionare dalla morte: probabilmente questo è anche il motivo per cui io non riesco a credere nelle religioni, le vedo come un fatto puramente estetico, come una valvola di sfogo per l’esistenza. In qualcosa però credo. La morte la temo ma in ogni caso non mi faccio condizionare. Cerco di amare la vita, l’esistenza, il complesso intrico di relazioni, conoscenze, stimoli e sentimenti che essa rappresenta.

in risposta a SeriousSoul.

fotografia: Il trionfo della morte

by Philapple