Archivio | sproloqui RSS feed for this section

Variazione 1: Il merlo, La scopetta, Lo scoppiato.

27 Ago

Scorre lentamente la lista di possibili scelte. Belle incasellate, riposte e riconoscibili.

Martedì ti svegli e non sai cosa fare, prendi lo scopettino e passi la polvere. Così a tempo perso. Tanto è un bel po’ di tempo che passi ore perdendo tempo. Il tempo si perde e basta, a prescindere. Il tempo è l’unica cosa che nella vita una persona perde a prescindere. Te ne fai una ragione e continui a passar la polvere. Sporco ostinato? Passi uno straccio. Alla fine ti rendi pure conto che far pulizie rende pure produttiva una giornata immersa nella noia. Certo sei pure mezzo rincoglionito dalla serata di bagordi di ieri. Sei lì, immerso nei tuoi trip mentali quando un merlo entra dalla finestra del salotto e SBAM! Si schianta contro l’anta a vetro della libreria. Giace riverso per una frazione di secondo sul pavimento e poi, come attraversato da una scossa, si rianima e prende a svolazzare.

Ecco un bell’esempio di perdita di tempo: cercare l’uscita. Ma cosa cacchio ci  sarà entrato a fare il merlo nella mia stanza? Cosa cavolo avrà pensando mentre inseguiva la sua eventuale preda… Forse era solo sovrappensiero e nella calura estiva, povero piccolo batuffolo di piume elasticamente disposte, è stato colpito da un colpo di calore. No, è poco plausibile. Forse è lo smog. Alla tele dicono che in questi giorni ci sono pure alte concentrazioni di ozono… avrà avuto uno svarione.

Continua a leggere

Annunci

Eros – thanatos – tette!

20 Ago

E’ necessario accontentare più target contemporaneamente. Target: specifica la categoria di persone, divise secondo criteri demografici, sociografici e geografici alla quale andranno venduti/comunicati certi prodotti/messaggi.

Bene. Nessun problema.

Caratteristiche del cluster (insieme di persone che formano un target):

Il pubblicitario in preda a un attacco isterico esegue una rotazione sulla sua poltrona Henry Miller e scatta in piedi: “Uomini, possibilmente con figli, sposati da tempo, capi famiglia.”

Improvvisamente si alza dalla sedia e scaraventandola contro la parete fa’ un balzo felino sulla scrivania di cristallo. Con le sue scarpe verniciate leopardo-fluo calcia via fermacarte e fogli ammucchiati, prosegue: Non mi interessa far contenti i vecchi bacchettoni della generazione dei miei genitori, i giovani, i disoccupati con dei VALOOOORI, quali la famiglia, il divertimento, la goduria, la bella vita. Non devono neanche essere capaci di leggere, non necessariamente, devono piacergli le tette.  LE TETTE!

Si passa le mani sulla giacchetta di camoscio indaco all’altezza del torace per mimare il gesto di un seno ed esegue una giravolta.

“E poi.. i giovani devono imparare, che nella vita ci si deve divertire ma con moderazione… prendete alla leggera la vostra vita. E’ inutile che stiate li a far i musoni. Confidate nella gnocca! Tanto… al peggio ci siamo già abituati”

scende dalla scrivania, ora suda.E’ agitato, si sente oppresso e aggiustandosi i polsini della camicia chiede sottovoce all’assistente “Dov’è la coca?”

L’assistente che è un uomo sulla cinquantina, barba caprina, occhiali Fidel Castro e stempiatura aureolata apre un cassetto e porge un sacchetto al nostro giovane creativo; “Mi raccomando i valori… ok le tette, ma ricordiamo a questa gente dove vive, riportiamo scherzosamente tutto su un piano più reale…”

Lo scamosciato che nel frattempo sembra aver assunto le sembianze di un munificatore, col muso sporco di bianco, ora è più gioviale, pare rilassato:

“Ma certo, anche per questo ho la soluzione, ho chiamato il mio amico Sabud Rashid dall’ospedale e ho comprato ottimi coloranti…”

E poi mi raccontano di Villa Certosa!

Non-sensi

13 Ago

 

Dio bono, hai mai avuto a che fare con l’insensatezza? Io si, da due settimane a questa parte mi sono reso conto di convivere con una specie di polipo di insensatezza. E’ attaccato qui, proprio dietro alla mia scapola sinistra. E’ stato semplice: come svegliarsi una mattina, una delle poche nelle quale ho deciso di mettere la sveglia per svegliarmi a un’ora decente, ed eccola li, attaccata che mi guarda con le sue pupille quadre. Non hai tempo per stare li a pensare. Meglio tornare a dormire… ed eccomi, stavo li con la sveglia che strombazzava, fregato! Sta-zoccola!

E questo post non ha senso. No.

La vita Spericolata di Silvio

30 Lug

SilvioDJ - DNEWS 30 Luglio 2009 Milano

TAAAAAAAAAACC!

Che pheego! Ganassssaaa!

Stick to the point

28 Lug

Mentre sei solo a un’ora di ventotto di ascolto intensivo di Musica, all’inizio di una strada, comprendi l’interruzione di un’altra. Meglio, capisci perché tempo addietro hai deciso di depositare le armi ed alzare gli scudi. “Big in Japan”: esaurimento spirituale. Paradossalmente mi fa’ schifo ammettere di essermi stufato così presto di lottare per i miei valori ed i miei ideali. Stanco di insistere e trovarmi di fronte ad un muro di gomma ho preferito darci un taglio. Spostando così in altri settori i miei vettori istintivi e propositivi di vita, magari accorciandone un po’ l’intensità non dimenticando, però, il verso e l’orientamento universale. Avrò anche perso in rendimento e stima per i miei gesti. Ho disperso il mio pragmatismo attraverso una più privata contemplazione di grafite stesa in quaderni. Mi è stato utile: ho raggiunto nuovi livelli di conoscenza del mio essere che altrimenti probabilmente non avrei scoperto altrimenti. Sono arrivato a sentirmi una prostituta culturale quando cercavo di spiegare a manichini dotati di gradi di libertà fissati dalla loro stessa posizione, ho avuto momenti di panico, scuotimento, crescita. Un giorno rileggendo questo post mi metterò a ridere, sicuramente; molto più probabilmente mi sentirò molto meglio e più propenso alla vita. Rileggersi fa’ bene all’anima e all’intelletto, così come quando si parla: le proprie parole, la voce, l’accento, il silenzio aiutano a definire la propria identità comunicativa. Le azioni influenzano tuto ciò inevitabilmente e a loro volta sono influenzate in modo duale rispetto alle precedenti. Un’interconnessione: una rete. come tutte le reti, volendo mantenere un livello di organizzazione pressoché egualitario rispetto a tutte le interconnessioni possibili sono finito per lo scontrarmi con i controsensi. Nuovamente. Sono arrivato pure a temere di essere schizzinoso io, quando cercavo di applicare le supposizioni che mano mano prendevano forma nella mia mente. Ho capito che non è di paura. Di c0ntrosensi trattasi. Paradossi: duri, puri, realisticamente astratti, affascinanti quanto vuoi ma comunque paradossi. Ho capito che ora è necessario che la rete inizi a organizzarsi e ad arrangiarsi per i cazzi suoi, mentre io agirò come attrattore strano su di essa. Può pure sembrare una semplificazione olistica della vita: di questo si tratta, non ci sono cazzi. Sono contento poiché le danze non sono finite. Ne passerà ancora di acqua sotto i ponti. Uscirà altra merda dagli occhi. La vita è fenomenale nella sua semplicità. Basta con gli sguardi commossi per l’arredamento, è ora di far pulizia. Indipendentemente dal trend se siamo qui è perché, in un certo senso, abbiamo una missione (almeno a breve termine). Meglio: ci prefissiamo delle missioni per andare avanti. Anche antropologicamente. Cercare risposte, soluzioni. Darsele. Di santa ragione di spirito (possibilmente non solo con quello santo).  L’umanità ha sempre avuto bisogno di problemi da risolvere per progredire e raggiungere nuovi livelli di conoscenza. Il progresso non può e non deve rimanere solo una questione tecnica. L’esistenza è qualcosa che prescinde dai sistemi di riferimento, assi cartesiani se vuoi. Chi se ne frega, tutto è un fine poiché tutto può essere a sua volta un mezzo. Quindi, concentriamoci.

Ora mi concentro bene. E smetto di fumare.

Reality & Accidents in Via Padova

7 Lug

Milano: Incidenti sulla strada avvengono quotidianamente. Non sono casi rari o sporadici: la media degli incidenti stradali è di circa 6 al giorno. Non è poco, pensateci. Eppure, nel quartiere dove risiedo quando succede qualcosa tutto si trasforma in festa, fiera, passaparola e occhi sgranati. Ovviamente tutti alla ricerca spasmodica del morto, del ferito. Tutti vogliono, dalla notte dei tempi, vedere il rivolo di sangue. Tutti vogliono e sentono la necessità di verificare l’esistenza della morte. Tutti cercano la morte, il dolore, il ferimento. Non c’è nulla di meglio che l’incidente stradale, l’ambulanza in arrivo (quattro), la macchinona ribaltata a ridosso del negozio di mobili, il motorino sfasciato, il ragazzo delle pizze fasciato e i pompieri coi flessibili all’opera. E’ il massimo del divertimento. E’ il massimo poiché, diciamocela tutta, per quanto ci sforziamo davanti ai televisori in questa estate a tratti monsonica ci annoiamo. Qui, da queste parti, in Via Padova c’è stato un incidente. Non so’ dire se c’è scappato il morto o meno. Tutti mormoreggiano che è morto qualcuno. Tutti parlano del povero fattorino ma nessuno sa’ niente con precisione. Lo so io, lo sanno anche gli altri che affollano Via Padova e Le altre vie dell’incrocio. Il fattorino non è morto come neanche il guidatore e il passeggero sul macchinone, nessuno è morto. Tutti lo cerchiamo ma il caso ha voluto per ora risparmiarci la magnifica visione della morte. Che gran peccato! Proprio oggi che abbiamo deciso di staccare le chiappe dalla nostra chaise-lounge reggi-reality e il reality lo abbiamo sotto il portone di casa, dicevo, proprio oggi non possiamo avere quello che vogliamo così tanto e che ci rende tanto contenti quando lo divoriamo dal televisore.

Se ne avrò voglia seguiranno gli sviluppi insieme a sordidi commenti.

Sintesi vocale

1 Lug

Parlare computer non è un’attività divertente. Ci si sente scemi. Ma ha un’utilità.

Sicuramente è comodo. Si riesce a comporre almeno tre volte più velocemente che scrivendolo. Quanto trovato questo nuovo software molto interessante ci dà dentro così riuscirò scrivere post più velocemente, sicuramente sarà un’attività un po’ stramba sarà: starà seduto qui davanti a questa macchina a parlare e sperare che riconosca quello che dico, nella speranza che interpreti correttamente. Avrebbe un posto notturno, registrato on the road e ri-sintetizzato al computer.