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Eros – thanatos – tette!

20 Ago

E’ necessario accontentare più target contemporaneamente. Target: specifica la categoria di persone, divise secondo criteri demografici, sociografici e geografici alla quale andranno venduti/comunicati certi prodotti/messaggi.

Bene. Nessun problema.

Caratteristiche del cluster (insieme di persone che formano un target):

Il pubblicitario in preda a un attacco isterico esegue una rotazione sulla sua poltrona Henry Miller e scatta in piedi: “Uomini, possibilmente con figli, sposati da tempo, capi famiglia.”

Improvvisamente si alza dalla sedia e scaraventandola contro la parete fa’ un balzo felino sulla scrivania di cristallo. Con le sue scarpe verniciate leopardo-fluo calcia via fermacarte e fogli ammucchiati, prosegue: Non mi interessa far contenti i vecchi bacchettoni della generazione dei miei genitori, i giovani, i disoccupati con dei VALOOOORI, quali la famiglia, il divertimento, la goduria, la bella vita. Non devono neanche essere capaci di leggere, non necessariamente, devono piacergli le tette.  LE TETTE!

Si passa le mani sulla giacchetta di camoscio indaco all’altezza del torace per mimare il gesto di un seno ed esegue una giravolta.

“E poi.. i giovani devono imparare, che nella vita ci si deve divertire ma con moderazione… prendete alla leggera la vostra vita. E’ inutile che stiate li a far i musoni. Confidate nella gnocca! Tanto… al peggio ci siamo già abituati”

scende dalla scrivania, ora suda.E’ agitato, si sente oppresso e aggiustandosi i polsini della camicia chiede sottovoce all’assistente “Dov’è la coca?”

L’assistente che è un uomo sulla cinquantina, barba caprina, occhiali Fidel Castro e stempiatura aureolata apre un cassetto e porge un sacchetto al nostro giovane creativo; “Mi raccomando i valori… ok le tette, ma ricordiamo a questa gente dove vive, riportiamo scherzosamente tutto su un piano più reale…”

Lo scamosciato che nel frattempo sembra aver assunto le sembianze di un munificatore, col muso sporco di bianco, ora è più gioviale, pare rilassato:

“Ma certo, anche per questo ho la soluzione, ho chiamato il mio amico Sabud Rashid dall’ospedale e ho comprato ottimi coloranti…”

E poi mi raccontano di Villa Certosa!

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Music Pad/1

18 Ago

Bronski Buck

Live Fast

Kate Moss

The Movement 1

DISCODUSTELECTRO

Bedsore

Nothing to hide

= = =

Hang the sailor

La vita Spericolata di Silvio

30 Lug

SilvioDJ - DNEWS 30 Luglio 2009 Milano

TAAAAAAAAAACC!

Che pheego! Ganassssaaa!

Stick to the point

28 Lug

Mentre sei solo a un’ora di ventotto di ascolto intensivo di Musica, all’inizio di una strada, comprendi l’interruzione di un’altra. Meglio, capisci perché tempo addietro hai deciso di depositare le armi ed alzare gli scudi. “Big in Japan”: esaurimento spirituale. Paradossalmente mi fa’ schifo ammettere di essermi stufato così presto di lottare per i miei valori ed i miei ideali. Stanco di insistere e trovarmi di fronte ad un muro di gomma ho preferito darci un taglio. Spostando così in altri settori i miei vettori istintivi e propositivi di vita, magari accorciandone un po’ l’intensità non dimenticando, però, il verso e l’orientamento universale. Avrò anche perso in rendimento e stima per i miei gesti. Ho disperso il mio pragmatismo attraverso una più privata contemplazione di grafite stesa in quaderni. Mi è stato utile: ho raggiunto nuovi livelli di conoscenza del mio essere che altrimenti probabilmente non avrei scoperto altrimenti. Sono arrivato a sentirmi una prostituta culturale quando cercavo di spiegare a manichini dotati di gradi di libertà fissati dalla loro stessa posizione, ho avuto momenti di panico, scuotimento, crescita. Un giorno rileggendo questo post mi metterò a ridere, sicuramente; molto più probabilmente mi sentirò molto meglio e più propenso alla vita. Rileggersi fa’ bene all’anima e all’intelletto, così come quando si parla: le proprie parole, la voce, l’accento, il silenzio aiutano a definire la propria identità comunicativa. Le azioni influenzano tuto ciò inevitabilmente e a loro volta sono influenzate in modo duale rispetto alle precedenti. Un’interconnessione: una rete. come tutte le reti, volendo mantenere un livello di organizzazione pressoché egualitario rispetto a tutte le interconnessioni possibili sono finito per lo scontrarmi con i controsensi. Nuovamente. Sono arrivato pure a temere di essere schizzinoso io, quando cercavo di applicare le supposizioni che mano mano prendevano forma nella mia mente. Ho capito che non è di paura. Di c0ntrosensi trattasi. Paradossi: duri, puri, realisticamente astratti, affascinanti quanto vuoi ma comunque paradossi. Ho capito che ora è necessario che la rete inizi a organizzarsi e ad arrangiarsi per i cazzi suoi, mentre io agirò come attrattore strano su di essa. Può pure sembrare una semplificazione olistica della vita: di questo si tratta, non ci sono cazzi. Sono contento poiché le danze non sono finite. Ne passerà ancora di acqua sotto i ponti. Uscirà altra merda dagli occhi. La vita è fenomenale nella sua semplicità. Basta con gli sguardi commossi per l’arredamento, è ora di far pulizia. Indipendentemente dal trend se siamo qui è perché, in un certo senso, abbiamo una missione (almeno a breve termine). Meglio: ci prefissiamo delle missioni per andare avanti. Anche antropologicamente. Cercare risposte, soluzioni. Darsele. Di santa ragione di spirito (possibilmente non solo con quello santo).  L’umanità ha sempre avuto bisogno di problemi da risolvere per progredire e raggiungere nuovi livelli di conoscenza. Il progresso non può e non deve rimanere solo una questione tecnica. L’esistenza è qualcosa che prescinde dai sistemi di riferimento, assi cartesiani se vuoi. Chi se ne frega, tutto è un fine poiché tutto può essere a sua volta un mezzo. Quindi, concentriamoci.

Ora mi concentro bene. E smetto di fumare.

Tra i cori e i vagoni per immigrati / Integrazione Lombarda

22 Lug

«È arrivata l’ora che questi giudici si trasferiscano in Marocco, dove potranno assaporare le virtù del sistema giudiziario marocchino (…) A Milano i mezzi pubblici dovranno essere guidati solo da cittadini italiani – ha aggiunto Salvini -. Chiamerò immediatamente Catania (presidente di Atm n.d.r.) perché Milano e i milanesi siano rispettati e tutelati e gli fornirò centinaia di curricula di aspiranti autisti lombardi».

Matteo Salvini

Allora io mi chiedo: ma lo fai apposta? Ti piace proprio sollevare polveroni di parole vuote e vane banalità? Tacere molto spesso è la miglior opinione. Qui si sta parlando di discriminazione. Se in Italia la legge che abbiamo è obsoleta, non è certo perché ci piace. Ma porca miseria! Chi ti dice che io mi senta offeso nel vedere un arabo guidare un tram o un autobus… in quanto milanese credo sia giusto che non vi sia discriminazione alcuna tra le persone. Men che meno sul luogo di lavoro. Che poi, voglio vederli… io.. i milanesi D.O.C.G. a guidare la cinquantasei. Voglio vederli.

Poi uno si domanda… Ma perché anche l’UNCHR si preoccupa per il clima sociale del “belpaese”?

Indian Eclipse

22 Lug

Proprio mentre scrivevo questo post è avvenuta l’eclissi più lunga del 21esimo secolo. Ben 6 minuti e 39 secondi. Il fenomeno si è potuto osservare dal nord delle Maldive, passando per Pakistan, India, Nepal, Bangladesh, Bhutan, Myanmar, Cina, Oceano Pacifico, Isole Ryukyu, Marshall e Kiribati.

Poco prima della pubblicazione è saltata la luce nel mio quartiere. Lungi da me le superstizioni. Semmai io qui ci vedo del complottismo ma, si sa’, io ce l’ho col sistema.

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Urla

21 Lug

«A me,  questo fatto qui mi provoca una tristezza! Ma hai presente?! Ma proprio TRISTEZZA!!»

Urla, Un Amico. Nella Notte

Ho presente si, mio caro amico. La questione qui è veramente cruciale. Le relazioni interpersonali tendono sempre più a rarefarsi, a rendersi effimere e quantizzate. Non basta più che una cosa sia spontanea. Anzi, più ci si “sbatte” perché – le cose vadano come devono andare – più si dimostra alla società che si ha il cazzo duro. Che si è capaci di stare al mondo, correggo, che il modo in cui si sta al mondo è socialmente accettato.

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