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E’ una questione di Legami

2 Set

Gilbert Newton Lewis

In questo ultimo secolo una tranquilla rivoluzione ha mutato la faccia della terra. Materiali che appena qualche decennio fa erano solo nella fantasia sono ora realtà. Il nostro tempo libero è stato trasformato dalle fibre sintetiche e da compact disc flessibili e tutta via robusti. Il polietilene, il polistirolo e il polivinilcloruro (PVC) hanno reso possibili i telefoni cellulari e gli strumenti elettronici. I materiali compositi hanno consentito di costruire aeroplani e automobili veloci e leggeri. I chimici continuano a fornire nuovi materiali che soddisfano le esigenze di tecnici, progettisti, ingegneri, medici, coltivatori e di chiunque altro contribuisce alla qualità della nostra vita.

La produzione di nuovi materiali è stata resa possibile dal fatto che ora gli scienziati capiscono come gli atomi si congiungono in certi modi e capiscono pure le proprietà dei composti così come discendono dal tipo di legame tra gli atomi. Perchè, per esempio, il fosfato di calcio è così rigido che la natura lo ha adottato per fabbricare le nostre ossa? Potremmo fabbricare ossa migliori? Perchè è così difficile produrre composti partendo dall’azoto dell’aria? Potremmo trovare una maniera facile? Come spiegare la capacità dell’emoglobina di legarsi così labilmente all’ossgeno, trasportarlo verso un’altra parte dell’organismo e metterlo in libertà in risposta alle necessità del metabolismo? Si potrebbe fabbricare sangue artificiale? Anche solo il riflettere a domande come queste richiede una certa conoscenza del legame chimico.

Il legame chimico si forma se l’aggregato di atomi che ne risulta ha energia minore dell’insieme di atomi separati. Il sodio e il cloro si legano sotto forma di ioni perchè il cloruro di sodio ha energia minore di quella di un gas di atomi di sodio e di cloro separati. Gli atomi di idrogeno e di azoto si legano a formare l’ammoniaca, NH_{3}, perchè un gas costituito da molecole di NH_{3} ha energia minore di un gas costituito dallo stesso numero di atomi di azoto e di idrogeno. Per di più, se tale minore energia si può conseguire mediante la formazione di ioni, allora saranno ioni; se invece, l’energia minore si consegue condividendo elettroni, allora si formeranno molecole.

I cambiamenti di energia che si verificano quando si formano i legami si devono al mutamento di collocazione degli elettroni di valenza degli atomi, cioè degli elettroni appartenenti agli strati più esterni degli atomi. Intuiamo, dunque, la possibilità di spiegare il legame chimico sulla base della struttura elettronica degli atomi. Dato che tale struttura elettronica è correlata con la posizione degli elementi nella tavola periodica, siamo in grado di prevedere la capacità degli atomi di formare legami partendo dalla conoscenza del gruppo e dal periodo. […]

Fu il chimico americano Gilbert Newton Lewis (1875 – 1946), uno dei maggiori chimici della storia, a gettare le basi della conoscenza che oggi abbiamo del legame chimico.

Tratto dall’introduzione al capitolo 8 del libro “Chimica Generale” scritto da Peter Atkins e Loretta Jones edito da Zanichelli.

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AAA Atteggiamento Socratico Cercasi

10 Apr

Ebbene si, son giorni che non scrivo più nulla di sensato su questo blog. Bene. neanche questo, probabilmente è un post sensato, ma andiamo oltre e dichiariamo pure che me ne frega poco di scrivere cose sensate in questo periodo. Dicevo, bene. Non troppo visto che in questi ultimi quattro giorni sono stato costretto in laboratorio, stretto tra altre 83 persone a seguire il corso di Analisi Chimica. E’ una materia che mi piace tanto perché effettivamente ha come radice quella di comprendere le cose: di scomporle, dividerle e coglierne l’essenza in un certo senso riconoscerle e quindi conoscerle. In fondo anche la radice analýo significa questo.

Bene, dicevo, bene. Una materia che mi piace, fatta in un certo modo, in una certa condizione. Dopo 5 anni in cui son riuscito a districarmi finalmente nel laboratorio mi ritrovo ad essere incastrato nuovamente; incastrato a forza dal sistema che mi impone di lavorare in condizioni folli, stavo dicendo: ottantatré persone che si ritrovano stipate in un laboratorio probabilmente progettato per 60. Mi manca la mia vecchia scuola, ecco tutto.  Mi manca il silenzio o il sommesso vocio e le battute che si levano ogni tanto tra i banconi, mi manca la mitica Marina, sempre pronta a trovare i sali e i solventi dai nomi più strani. Mi manca quell’espressione che si creava ogni volta sui volti dei miei compagni di squadra (si, alla fine a lavorare insieme si diventa una squadra) ogni qualvolta si approcciavano a una nuova tecnica, metodo o ogni volta che scoprivano qualcosa di nuovo ed inaspettato. In università c’è quest’aria da secchionismo e saputellismo che ci son momenti che vorrei mollare tutto, correre via urlando che in fondo Socrate aveva ragione. L’atteggiamento socratico non è sbagliato. In fondo rispetto alla conoscenza bisogna sempre porsi ad un gradino più basso, altrimenti si sarà sempre insoddisfatti. La mia generazione è piena di individui che propugnerebbero l’individualismo sopra ogni attività sociale, fatta salva la propria responsabilità sempre scaricata sul prossimo. E’ facile così. Ok.

In fondo in questi quattro giorni ho rivisto tecniche già usate fino alla nausea già nei tre anni scorsi, non mi è spiaciuto: ho rivisto con piacere i miei vecchi appunti e annotazioni sui miei vecchi quaderni di laboratorio
, sporchi di acidi, coloranti, sali, basi, polimeri e inchiostri sbavati. In fondo l’essere perito chimico non mi autorizza ad essere al di sopra del compito che sto svolgendo solo perché lo svolgo in ambito
chimico-universitario. Sicuramente avrei potuto dominare di più la situazione impartendo ordini a destra e a manca agli ignari liceali ma non mi sembrava giusto. Preferisco osservarli e dare consigli, ovviamente non mi aspetto dei grazie ma non voglio esser guardato con sospetto solo perché conosco trucchi e sono pratico di certi meccanismi. Certe occhiatacce su certe facce mi fan venir voglia di star zitto e metter radici nella mia postazione: fregarmene di tutto e di tutti limitandomi ad eseguire le mie analisi incurante delle richieste di quelli che in un ambiente normale potrebbero esser definiti come animali sociali. La scienza praticata in questo modo porta ad estremizzare i propri comportamenti, provoca celopiùlunghismi inutili e controproducenti. Invece ce sfruttare la sinergia di più persone che lavorano “in tandem” ci si ritrova a lavorare su dei trampoli dove se tutto va bene, se non ci sono buce e nessuno ti fa’ uno sgambetto puoi permetterti di camminare a vista.

L’università da questo punto di vista non aiuta per niente: solo 64 ore di laboratorio in quasi 9 mesi di studio. Niente a che vedere con la vita di laboratorio. Io l’ho detto alla docente di Chimica Analitica e lei si è scusata spiegandomi che in fondo anche lei è costretta per via dei finanziamenti sempre più bassi a ridurre drasticamente le ore di laboratorio. Si è scusata e mi ha pure detto che le dispiace. Le ho risposto di non dispiacersi per me ma per il sistema ed i danni che può provocare. E’ ammutolita e si è rattristata. La capisco.

Anche per me questa è una settimana buia. Talmente buia che neanche il quinto anno di ITIS dove avevo sei ore di fila di laboratorio mi stancavo così tanto (anche lavorando con tecniche e su sitemi più complessi di quelli che sto affrontando adesso).

Domani è un altro giorno, l’ultimo, poi Lunedì l’esame pratico. Il laboratorio finisce per poi riprendere tra un mese e mezzo. Stessi ritmi stessi tempi.

Riassunto del Blog 2007

3 Gen

 

Nel 2007 ho (stra)parlato di…

E’ successo che…

  • è nato bl0x, e non è durato neanche un’anno…
  • ho iniziato a sperimentare con l’arte generativa
  • ho scoperto i King Cimson
  • ho arrangiato un videoclip che è andato in onda su tele Lombardia; si trattava di un concorso. Il suddetto viedoclip è stato battuto da un piccione, sicuramente è meglio così.
  • la chiesa ha avuto qualche problema con i suoi dipendenti.
  • due guru dell’informatica “leggermente scopiazzoni” si sono confrontati;
  • Ho fatto la maturità e mi sono diplomato;
  • avvenimenti dopo il diploma e occupazione assillante;
  • ho sviluppato una fobia verso i nuovi baby-consumatori;
  • son stato in un paese folle ed al contempo fantastico;
  • girare per il mondo non ti ripaga di certe cose;
  • ho cercato in modo goffo di scrivere un (breve) pezzo pirandelliano ma alla fine ho preferito sperimentare amplificando i sensi;
  • mi sono iscritto all’università.
  • ho deciso che se facessi il giornalista sarei un giornalista musicale e mi piacerebbe farlo perché potrei scrivere cose tipo questa: zero sforzo/massimo cazzeggio;
  • ho trovato il mio guru;
Poi è arrivato il 2008.