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Esistenza = Vita – Morte : perchè amare la vita e non tentare alternative alla morte.

20 Ott

Accade che la gente muore, è un fatto naturale.

 

La gente, chiunque, muore per i più svariati motivi: naturali, biologici(malattie), incidentali (incidenti di vario tipo).

 

Non solo la gente muore.La mattina quando ci laviamo i denti, streptococchi, spirilli, actinomiceti e tanti altri muoiono inesorabilmente sotto l’effetto del dentifricio o del colluttorio che utilizziamo abitualmente. Per buttarla sul coprologico: quando siamo sulla tazza e produciamo le più alte elucubrazioni della giornata, non stamo facendo altro che espellere i prodotti di scarto della digestione che possono essere composti in vario modo: essenzialmente

succhi intestinal, cellulosa e cellule morte. Le ultime non sono certo quelle che abbiamo ingurgitato a pranzo o a cena; facevano bensì parte del nostro corpo. Sono morte, non funzionano più e quindi le espelliamo. Dopo ci laviamo le mani: altri batteri morti per effetto del sapone. E’ una questione di sopravvivenza: mi lavo, mi curo, faccio di tutto per non ammalarmi ed abbassare la possibilità di morire.

 

La morte è, biologicamente parlando, la conclusione dell’insieme di processi biochimici/fisici che descrivono il mantenimento di un essere vivente. Se ne dovessimo discutere in ambito meccanicistico la morte di un essere vivente è l’ultimo stadio dell’esistenza di un essere vivente. Dopo la morte c’è la decomposizione. Chimicamente parlando, la morte, è quell’istante in cui l’intero sistema biologico entra in equilibrio con l’ambiente; cessa lo stato stazionario tra energia in ingresso ed energia in uscita (non tutta l’energia che entra poi esce, per questo si ingrassa).

 

In termini ancora più generali la morte è un fatto universale: potremmo considerare come morte la fine di qualsiasi insieme di processi o addirittura il completarsi di una funzione o un compito. Tutto nell’universo esiste in una forma definita per un certo tempo. Gli esseri viventi hanno come termine della loro esistenza uno stato chiamato morte. Cessata la morte arriva la decomposizione che riporta le sostanze costituenti l’organismo verso l’ambiente, verso uno stato più “semplice”.

 

L’essere umano, in fondo, non è che un insieme di elementi combinati tra di loro in una fittissima e complicatissima rete. Col passare del tempo, la vita, l’esistenza consuma rete. Dissolvendola, sciogliendola. Slegandone i nodi. La morte in questo senso è la dissoluzione completa della rete, la trasformazione a elemento semplice. La rete che torna ad essere filo, il filo che torna ad essere materia.

 

Perché dovremmo opporci?

 

Penso che al limite dovremmo cercare di preservare la nostra esistenza più che cercare un’alternativa alla morte.

 

La morta, si, è un fatto triste, spaventa, provoca sofferenze e mancanze. La morte però non deve farci smettere di vivere la nostra esistenza, anzi, deve invogliarci a godercela il più possibile.

 

Non capisco perché farsi condizionare dalla morte: probabilmente questo è anche il motivo per cui io non riesco a credere nelle religioni, le vedo come un fatto puramente estetico, come una valvola di sfogo per l’esistenza. In qualcosa però credo. La morte la temo ma in ogni caso non mi faccio condizionare. Cerco di amare la vita, l’esistenza, il complesso intrico di relazioni, conoscenze, stimoli e sentimenti che essa rappresenta.

in risposta a SeriousSoul.

fotografia: Il trionfo della morte

by Philapple

 

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Altro che “gadgets, bondage e pelletteria”! Qui si investe in cultura! “Hai capito verme?”

2 Ott

Ci sono miei coetanei, o per meglio dire, personaggi più piccoli di me che investono capitali in gadgets dei quali potrebbero fare a meno (IMHO).Io oggi, per esempio, sono andato al CLUED della mia università a comprare un tot di libri utili al mio corso di studi ed alla mia cultura personale.Il titolo è una citazione presa da questa signora, a detta sua, implacabiele! “Hai capito verme?” Questo post non ha senso, è chiaro. Esiste per esprimere solo questo: A Salvatoreeee c’hai rotto i c*j*nii con questo iPod touch! La vita è bella perché va’ vissuta, l’attesa non è vita! Esci di casa, vai a ballare, ubriacati, divertiti e fai amicizie nella vita reale (non il social 2.0 che di social ha solo il nome). DE GUSTIBUS!

-Se non l’avete ancora capito questo post è un cicinin autoreferenziale-

Salvatore Aranzulla! Perchè non ridurti così!

Vivi la tua vita e manda a cagare Steve-faccioisoldiconlipod-GodS!

Basta… Twitter è dannoso, specie se si segue gente tipo salvoaranzulla che tratta i suoi wfollowers come la dominatrice sopraccitata (Alias: Lady Panthere).

Salvo, non ti rovinare così: non farti possedere dalla tecnologia.