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Come sei Avant!

14 Set

Ero in fame chimica. Non avevo proprio voglia di uscire dal locale. Andare al baracchino delle luride dopo aver pagato trenta maledette torte di fango afgane per entrare nel bordello era uno spreco. Cercavo quindi il necessaire sotto il mio pratico tuxedo. Cartine, filtri, tabacco.

Mi fermo un attimo a contemplare la massa di intellettuali chic della mia città. Certo, loro si vestono bene e tutto. Hanno degli ottimi corredi di adulatori e provengono da ottime famiglie. Vanno a Saint Moritz d’inverno e a Montecarlo d’estate. Qualcuno sta raccontando della sua ultima esperienza in Malesia, descrive tutto con particolari “che no, sai, noi gente di un certo livello non possiamo permetterlo”. Dio come se la menano dicendo minchiate inutili. Sfregandosi i loro prepuzi su argomenti inutili, facendo mercimonio ed equo scambio di gelosie e riconoscimenti. La santa società della Milano che conta. Non sa’ cos’è una addizione ma sicuramente è addicted da sostanze varie: Autoaffermazione estrema di se’. Stupore momentaneo in cerca di approvazione: ricevere applausi e ricevere gli applausi del pubblico fingendosi muti, cechi e sordi.

Mi avvicino a un tizio defilato, appoggiato a un palo dell’illuminazione che fuma una sigaretta Hay. Stava zitto. Dietro al suo cespuglio di capelli ricci si celava forse un cervello?

-Scusa hai da accendere?-  Faccio io sorridendogli.

Lui mi guarda con aria persa, era tranquillo e composto ma si capiva che in quel momento in realtà era da qualche altra parte. Sbatte un attimo le palpebre, strabuzza leggermente gli occhi e parte. Imprevisto. Mi fissa dritto negli occhi: i suoi fessurati quasi a cercare il dettaglio dei miei pensieri, le mie palpebre in costante e continua apertura.

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