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Variazione 1: Il merlo, La scopetta, Lo scoppiato.

27 Ago

Scorre lentamente la lista di possibili scelte. Belle incasellate, riposte e riconoscibili.

Martedì ti svegli e non sai cosa fare, prendi lo scopettino e passi la polvere. Così a tempo perso. Tanto è un bel po’ di tempo che passi ore perdendo tempo. Il tempo si perde e basta, a prescindere. Il tempo è l’unica cosa che nella vita una persona perde a prescindere. Te ne fai una ragione e continui a passar la polvere. Sporco ostinato? Passi uno straccio. Alla fine ti rendi pure conto che far pulizie rende pure produttiva una giornata immersa nella noia. Certo sei pure mezzo rincoglionito dalla serata di bagordi di ieri. Sei lì, immerso nei tuoi trip mentali quando un merlo entra dalla finestra del salotto e SBAM! Si schianta contro l’anta a vetro della libreria. Giace riverso per una frazione di secondo sul pavimento e poi, come attraversato da una scossa, si rianima e prende a svolazzare.

Ecco un bell’esempio di perdita di tempo: cercare l’uscita. Ma cosa cacchio ci  sarà entrato a fare il merlo nella mia stanza? Cosa cavolo avrà pensando mentre inseguiva la sua eventuale preda… Forse era solo sovrappensiero e nella calura estiva, povero piccolo batuffolo di piume elasticamente disposte, è stato colpito da un colpo di calore. No, è poco plausibile. Forse è lo smog. Alla tele dicono che in questi giorni ci sono pure alte concentrazioni di ozono… avrà avuto uno svarione.

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Forse ho capito il problema…

26 Mar
Il partito della ciabatta
Insomma, capita di fermarsi e pensare. Si pensa si pensa, insomma, pensa che ti ripensa e s’è fatta una certa. Così all’ultimo momento, nell’ultimo spazio di tempo concesso, in pieno calo di zuccheri ti tornano in mente certi ritornelli…
Certe volte davvero devo stare da solo:
da tutta la gente devo prendere il volo.
Certe volte non sopporto nessuno:
se non scappo via, ammazzo qualcuno.
Forse ho capito il problema qual è:
la vita sociale non fa per me
Spendersi in futili chiacchiere
per dare il migliore profilo di sé.
Certe volte non riesco ad alzarmi dal letto la mattina:
la vita è troppo noiosa, e allora stacco la spina
Forse, forse, è solo uno stato mentale
ma all’idea di uscire io mi sento male
Forse ho capito il problema qual è:
la vita sociale non fa per me
Spendersi in futili chiacchiere
per dare il migliore profilo di sé
Certe volte mi scopro a fare fatica a parlare:
dico “Ciao, come va?” poi resto a guardare.
Forse potrei far di meglio se lo volessi
ma sono troppo pigro e poi non credo che mi interessi
Forse ho capito il problema qual è:
la vita sociale non fa per me

Jet Set Roger – “La vita sociale”

Ma alla fine non era solo il ritornello a contare… l’intero testo è una buona rappresentazione della questione. Ecco, giusto per chiarire che a volte mi trovo a confrontarmi con mentalità diverse e che mal-comprendo. Ho scritto ciò a futura memoria, magari un girno poi cambierò idea anche io e mi convertirò al partito del piede + ciabatta, magari mi passerà anche la voglia di comunicare e mi incollerò completamente al mio divano a formare un blocco unico: io, il divano, i miei piedi nelle pantofole, avvinghiato a un dual-shock, gli occhi spiaccicati sul televisore, movimenti semiplastici dei polpastrelli e junk food manco fosse il piano Marshall.

Per adesso cercherò di imparare a memoria la canzone per riproporla nei momenti più adatti, adattandola a conversazioni che in fondo vertono proprio su quegli argomenti tanto cari al partito sopracitato: tecnologia, neosocialismo, protoliberismo, videogiochi, siti porno, merendine, celhopiùlunghismi di stampo 2.0 (tipo la posizione sulla blogbabel), esplosioni di cattolicesimo inverecondo, dichiarazioni di stima verso certe boyband germaniche con velleità nipponiche (in salsa transgender) ed in fine pippologie volte a dimostrare la superiorità dell’astratto sul concreto.

Il mitico disegno in testa al post è stato fatto dal mio amico che porta sempre, per quanto opinabili esteticamente parlando, dei mocassini afgani.