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Nerd Party @ Magnolia

14 Gen
Si può essere NERD tutta la vita o solo per una sera.
Il Circolo Magnolia cavalca ancora una volta l’onda e propone una serata a tema ispirata a questa categoria di intellettuali con le pennette a sfera nel taschino, i pantaloni a vita alta, camice a quadretti e talvolta occhiali con la montatura nera.
Che dire?
Dopo essermi preparato alla bellemeglio, armato di calcolatrice tascabile, occhialozzi neri, camicia a quadri, penne e matite a scatto varie,immancabile spilletta dei Kraftwerk, Walkman con cassetta originale degli A-HA e maglietta da rocker ribelle… mi son diretto al magnolia in compagnia della cumbricula.
Già il fatto che piovesse e mi beccassi i semafori rossi non deponeva a mio favore, contate pure che ero imbardato e imbragato come se dovessi andare a sciare; fatto sta che ho rischiato diverse volte di beccarmi gli spruzzi assassini delle pozzanghere a causa dei sadici automobilisti milanesi. Vi starete chiedendo cosa centra questo col resto della serata… beh, insomma! Inizio a teorizzare che vestirsi da NERD porta tanta MERD… e scusate il gioco di parole ma non riesco a descrivere altrimenti lo stato emotivo che si prova a sentirsi veramente in balia della sfiga…
Di fatto ho rischiato due volte di essere investito e più volte di infradiciarmi a causa di qualche sadico automobilista.
Per il resto devvo dire che l’ensamble da nerd non è poi così scomodo come pensassi, solo che ci si sente come dire… un po’ sfigati…
Fatto sta che infine giungo al mezzo che poi mi porterà al Mitico circolo arci Magnolia di Segrate.
Propongo di mettere gli A-HA ma alla fine la maggioranza impone una selection anni ‘90 mica da ridere… che dire? Veramente molto gustosa! Ho riscoperto molto piacevolmente i Blur.
In fine si giunge, sotto pioggia e grandine a quello che sembra essere diventato il centro del mondo vista la risonanza che sta acquistando negli ultimi tempi su tv, giornali e radio.
All’ingresso una fila interminabile per il rinnovo della tessera Arci. Abbiamo raccattato il foglietto necessario al rinnovo e ovviamente la sfiga del NERD ha voluto che solo una delle tre pennette, riposte abilmente nel taschino, funzionasse decentemente.
Armati di matita e penna, sotto la pioggia scrosciante abbiamo compilato sulle superfici più improvvisate il foglietto. Pagato e ricevuto la tessera.
Dentro una buona selezione musicale più o meno fino all’una di notte; dall’una in poi si è passati dagli accenni di charleston intervallati da brani anni ‘90 vagamente chill a una mistura di dub/rap/funksta in levare che diventava sempre più rumoroso. Abbiamo atteso che il DJ mettesse qualcosa di più ballabile (ci sono capitati i Groove Armada, fortunatamente…) e poi abbiamo levato le tende.
Che altro dire?
Dal mio lato ho improvvisato possibili modi di ballare dei Nerd: armato di occhiali ho mimato il ballo del “quaqua”, fatto un po’ di saltelli sul posto, ancheggiato mentre facevo calcoli destreggiandomi in radici quadrate con la calcolatrice scientifica… insomma io ci ho provato e tra le risa della cumbricola alla fine ho risolto arrabattandomi a ballare cercando di imitare un attore strafatto di crack (liberamente ispirato dall’omonima canzone di David Bowie). Nel frattempo Fiamma giocava a fare l’omino di cera e Ery giocava alla piccola stalker armata di videocamera. Sally esprimeva tutta se stessa ancheggiando e attraverso le lenti della sua montatura applicava la rigorosa arte zen del people-watching.
Siamo usciti più o meno verso le due e venti. Fuori pioveva.
Come nerd per quest’anno abbiamo dato.
Da domani torniamo ad essere felicemente ignorantoni.
Abbastanza ignoranti.
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Princess dies under my desk

10 Gen

Ogni tanto può capitare di avere qualche dubbio o questione che ti tormenta le ore del giorno. Non parlo dei problemi di tutti i giorni, le crisi quotidiane, le tipiche piccole-cazzate-che-diventano-gravi che contraddistinguono la mygeneration-lostonmyspace (la mia e tutte le altre…).

Sono piccole questioni che ti capita di affrontare quando sei a tavola, a casa tua o a casa di amici, al cesso al telefono con conoscenti e discuti di quello che succede ne mondo.

Sono situazioni che si creano quando per esempio torni da un viaggio, magari sei stato in un posto sconnesso dai mass media, e riaccendi dopo tempo la tv.

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Ma che bello l’ecopass! – Oil for money baby!

5 Gen

E poi mi parlano di petrolio che sfiora i 100 dollari? Ma venderli in euro non si può?

Dai… nel 2005 ul barile di greggio costava mediamente 55 dollari. E ora? Ma ci prendono per scemi?

Io ormai ho scelto di viaggiare sulle mie gambe o coi mezzi. Per il resto è tutto un se, forse… vedremo.

Riassunto del Blog 2007

3 Gen

 

Nel 2007 ho (stra)parlato di…

E’ successo che…

  • è nato bl0x, e non è durato neanche un’anno…
  • ho iniziato a sperimentare con l’arte generativa
  • ho scoperto i King Cimson
  • ho arrangiato un videoclip che è andato in onda su tele Lombardia; si trattava di un concorso. Il suddetto viedoclip è stato battuto da un piccione, sicuramente è meglio così.
  • la chiesa ha avuto qualche problema con i suoi dipendenti.
  • due guru dell’informatica “leggermente scopiazzoni” si sono confrontati;
  • Ho fatto la maturità e mi sono diplomato;
  • avvenimenti dopo il diploma e occupazione assillante;
  • ho sviluppato una fobia verso i nuovi baby-consumatori;
  • son stato in un paese folle ed al contempo fantastico;
  • girare per il mondo non ti ripaga di certe cose;
  • ho cercato in modo goffo di scrivere un (breve) pezzo pirandelliano ma alla fine ho preferito sperimentare amplificando i sensi;
  • mi sono iscritto all’università.
  • ho deciso che se facessi il giornalista sarei un giornalista musicale e mi piacerebbe farlo perché potrei scrivere cose tipo questa: zero sforzo/massimo cazzeggio;
  • ho trovato il mio guru;
Poi è arrivato il 2008.

Psicosi da carburante e culi su quattro ruote: Homo Sapiens Sapiens Deimieicojonens.

12 Dic

Ogni settimana vado in università, e ogni mercoledì stacco alle quattro e mezza dopo essermi fatto un perone di matematica e calcolo numerico. Esco dagli edifici in Via Golgi piuttosto in trip e lievemente confuso: vettori, matrici, integrali, determinanti Hassiani, cicli di for e barriere di energia potenziale in un unico turbine nella mia mente. Più mi allontano dalla “balena bianca” più divento razionale, la realtà si rimaterializza davanti ai miei occhi, sulla mia pelle, nei miei polmoni e oggi pure nei miei coglioni. Si i miei coglioni. Evitiamo il bon-ton e pure il buon senso; perchè pare che ultimamente di buon senso nelle teste della gente dotata di automobile ce ne sia proprio poca.

Io amo Milano: è la mia città e non riesco mai a dire “Basta! Basta, non ne posso più! Milano è una città impossibile, frenetica, caotica, inumana…” e altre idiozie di questo tipo. Milano mi piace così: per il suo dinamismo, la sua frenesia e il suo movimento; per me Milano è una poesia, ogni giorno.

Oggi invece ho odiato i suoi abitanti, i suoi “avventori” che abitano nell’hinterland e durante la settimana vengono a Milano per lavorare, per produrre. Procediamo per gradi. Continua a leggere

China Girls have big controcoglioni.

29 Nov

Non capita tutti i giorni di vedere una donna cinese arrabbiata (e qui modero il termine), ma veramente MOLTO arrabbiata, tanto da arrivare alle mani e costringere il marito alla fuga. Mi è successo oggi, mentre tornavo a casa. Ero su via Padova. E’ stato surreale: due persone sulla trentina sul marciapiede conversavano, prima pacatamente e poi i toni si sono sempre più coloriti. Non so’ assolutamente quali fossero i discorsi né l’argomento della lite. Riconoscevo distintamente gli insulti: il tono era palesemente dispregiativo e commiserativo. Ad un tratto la voce s’è alzata sempre di più e la donna ha iniziato a menare le mani sulla faccia del marito: sonori ceffoni e sberle a non finire. L’uomo ormai stordito è scappato dalla furia della moglie. E’ stato surreale: son cose che non diresti possibili, ma accadono. Le donne cinesi hanno i controcoglioni. La donna in questione è pure una che mena e quando mena sa’ far male. E pensare che le donne cinesi sembrano tutte così pacate e amichevoli. Amichevoli si… ma attenzione a farle arrabbiare.
Il marito, per dovere di cronaca lo dico, aveva il naso sanguinante e degli squarci sulle guance.

The moonshine.

18 Nov

 

Zona sud di Milano. La nebbia ed il freddo, il freddo e la nebbia. Si arriva col filobus numero novantatré, si scende a tre fermate dal capolinea. Rosa si chiama la fermata. Ti accorgi che sei capitato n una zona costruita durante il ventennio, casermoni alti e possenti. Intorno case costruite negli anni ottanta, torri di cemento. Armato. L’impressione, oltre all’effetto del freddo, è quella di essere in un luogo ostile. Cammini, circa mezzo chilometro. Poca gente in mezzo alle strade. Parli con la tua amica, discussione generazionale. Ti senti quasi un intellettuale. Arrivi al The Moonshine. Saracinesca mezza abbassata. Luci soffuse, sembra chiusa. Il gelo uccide le tue ossa. Bussiamo per sapere quando aprirà il locale. Dieci minuti. Attesa interminabile. Continui a parlare del futuro, della politica, del sistema, de Les Liaisons Dangereuses delle persone. Tuoi conoscenti. Della persistenza in amori repressi. Della mania del controllo. Del sistema. Delle persone. Si accende l’insegna, color bleu. Tirano su la saracinesca e si può entrare. Apri la porta. Subito dei campanelli esotici, buio, luci soffuse. Sembra di essere entrati in un ritrovo di Hipster degli anni quaranta, trasposti negli anni sessanta. Musica psichedelica, vagamente generativa. Nessuna pretesa musicaledi stampo classico. All’ingresso tavoli di legno e panche foderate, poltrone. Andando avanti una zona musicistica, due strumentisti che suonano una chitarra con l’archetto, una tromba e una marea di pedaliere. Controllano la risonanza. La tua e quella dei suoni che producono. ti siedi su un divanetto, il ragazzo che serve ai tavoli è ospitale, diversamente da altri birrifici qui si può parlare. Tranquillamente. Osservi il luogo. Cuscini un po’ ovunque. Tavolinetti bassi. Tantissime stampe di divinità indiane. Musiche psichedeliche, soffuse. Luci soffuse. La porta che hai davanti ha un cartello. Una sola potente parola stampata sulla porta. “LIBERTÀ!” dietro di essa altri cuscini, sotto una tettoia all’aperto. Gente che fuma “sigarette”, si stringe per combattere il freddo. Proiezioni di film giapponesi degli anni trenta. Bianco e nero. Storie di amanti. Tatuaggi. niente sonoro. L’unica musica è quella in sottofondo. Si ordina una birra artigianale olandese. E’ particolarissima. Sa’ di frutta, zenzero ed altre spezie, forse anche di fiori. La tua compare ordinail Crog al Ruhm. Una tisana particolarissima, viene servita con biscotti, miele ed una gelatina. E la sera trascorre. Osservi una rivista di tatuaggi. Misto orrido. Lo psichedelico suono prodotto dai musici si sta trasformando in rumore e ti accorgi che la birra e la tisana sono finiti. E’ tempo di tornare indietro. A casa.Lasci quel posto e pensi che ci ritornerai, prima o poi. Ci ritornerai.Probabilmente tornerai per leggere un libro di Bukowski o di Burroughs.

Il Moonshine è a Milano

è un locale che ricorda molto la Beat Generation.

Il Moonshine si trova in via Ravenna 16.