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Libera Me Domine

7 Ott

Seguire le lezioni di matematica seduto su dei gradini diciamo che non ha effetti positivi sul mio fisico; questa attività, in particolare, mi uccide la schiena. Diciamo che alla fine della lezione, dopo due ore di equazioni/De Moivre/serie/vettori e chi ne ha più ne metta, sono a pezzi: non ho certamente la faccia di uno che apprezza la vita e sprizza gioia da tutti i pori saltellando come un cerbiatto in trip da acido per l’arrivo della primavera (aggiungici pure che è autunno, la stagione della mestizia).

Un giorno, in una lezione qualsiasi di “Istituzioni di Matematiche” (mi raccomando! Quando lo leggete cercate di imitare la voce fuori campo di Fantozzi), stavo seduto sui suddetti gradini a prendere appunti come uno scriba impazzito; alla mia destra, comoda comoda, sedeva su una poltroncina ed un banchetto una ragazza: Occhiali, viso rubicondo e devastato dall’acne, vestita tipo alternativo 70s, accluso un caschetto di capelli compresa frangetta.. Ogni tanto si girava e mi guardava. Mi sorrideva: era evidente che stava tentando un approccio. Io non rispondevo e mi limitavo a sbuffare ed a imprecare interiormente circa la mia condizione momentanea. Osservavo in continuazione l’orologio: non vedevo l’ora che finisse quel mio supplizio.

La visione di tutto questo insieme di cose, ossia, la matematica, la tizia in fase approcciante dalle fattezze proprio poco confortanti mi avevano sconvolto alquanto. Tentavo di scrivere quanto più possibile seguendo una logica per me non del tutto chiara. Ma vabbè. Passa un tot di tempo e mi dimentico della suddetta presenza e cerco di ottimizzare gli appunti.

Alla fine della lezione mi alzo e mi stiracchio sbadigliando energicamente.

Avevo la schiena dolorante e mentre me la massaggiavo devo aver detto, a bassa voce, una frase del tipo “Che merda! La matematica m’ha ucciso!”.

Faccio per uscire quando la suddetta ragazza mi passa davanti e mi ferma.

“Ti vedo proprio depresso!”

Ecco: io mi ero dimenticato di lei e rivederla così di botto mi ha inquietato non poco. Ero spaventato e mi giravano i coglioni.

Al sentire quelle parole ho sentito il jingle di “OK! Il prezzo è giusto!” e una voce che diceva “Benvenuti ad una nuova puntata della serie APPROCCI DI MERDA!“.

Devo aver risposto tipo: “Non credo di essere depresso, probabilmente è la schiena distrutta e il prof di mate che va’ come un treno. Aggiungici pure che fa’ un caldo boia…”

Al che lei scappa facendo una faccia misto triste misto sconvolta.

Io rimango basito. In definitiva misto basito/sollevato: 1) Il roito è scomparso; 2) Ho potuto sfogarmi.
Poi incontro un tot di ex compagne di liceo ed andiamo a farci un panino.

So’ ccose che succedono!