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Vergessen erscheinungen*

4 Ott

*Dimentica le apparenze

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“Una sera d’autunno, nostalgica…” reprise. From Friend to Friend.

24 Nov

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, non all’infinito, ma faccia un attimo il punto della situazione. Fare il punto. Punto.

Non Fare finta di girare attorno al problema, analizzando per quello che è stato o quello che potrebbe essere stato. Andare in profondità e cercare i motivi. Quelli veri. E piangere, se necessario.

Iniziare da se’ stessi, guardare se’ stessi in prospettiva è un buon modo per ricordare le proprie sensazioni e gli stati d’animo. Ricordarsi le angosce ed i bei momenti, le ansie e gli amplessi. Ricordare le proprie scelte, prese a ragione o torto. Immaginare cosa sarebbe successo se non ha più senso, ormai. Semplicemente imparare da se’ stessi. La donna che amavi se n’è andata? La storia è finita? Ti senti tradito e col culo per terra? Prima o poi ci passiamo tutti e tutti anche se non lo diciamo o lo sdrammatizziamo, ne abbiamo sofferto. La chiave, allora, è imparare dai propri errori. Rivalutarsi, analizzare il proprio io, la propria essenza, le azioni e le decisioni fatte. Trovare gli errori e imparare da essi.

“Sbagliando si impara” diceva l’odiosa maestra di matematica alle elementari.

Probabilmente non si impara nulla di veramente pratico, magari non si impara poiché dell’errore potremmo non accorgercene mai o solo perché in soldoni “sbagliando si sbaglia” e non si può imparare da errori non derivanti dalla nostra persona oda un mancato confronto; è più plausibile che si impari a conoscersi meglio ed a mettersi in discussione. Mettere in discussione il proprio concetto di amore, fedeltà e probabilmente ad avere un rapporto più sereno con i propri sentimenti. a capacità di mettere in discussione se’ stessi e il proprio operato è un’operazione difficilissima? Non credo, basterebbe fermarsi ogni tanto in settimana e dedicare qualche mezz’oretta all’esplorazione del proprio corpo: La mente, dove risiedono i ricordi e la particolari sensazioni provate; Il cuore, sede dell’amore, delle passioni, pulsioni, silente e doloroso custode delle più dolorose e recondite ferite. Elaborare i pensieri e i sentimenti, nell’ottica di migliorarsi e riprendersi per iniziare una nuova fase è fondamentale. Cambiare punto di vista: un’ operazione di “rottura mirata” rispetto ad uno status quo sentimentale ed affettivo potrebbe essere catastrofica se fatta nel modo sbagliato. Per questo è necessario sublimare le proprie impressioni, le proprie elucubrazioni in pensieri il più possibile razionali. Non fuggire dai nostri ricordi, sentimenti, o dalle nostre azioni; men che meno tentare di rimuoverli o non affrontarli: la sofferenza è una componente sempre presente nella psiche umana. Le ferite si rimarginano solo col tempo e la pazienza. Evitare di trasformare tutta la tristezza in rabbia, nervosismo o desiderio irrazionale di vendetta è un’ottima regola per rimanere lucidi e svegli.

Poi la rottura e la nuova fase SONO UNA CONDIZIONE ESSENZIALE! Rompere e rincominciare da zero. Non propriamente dall’inizio, perché ora si è imparato qualcosa in più su noi stessi. Sul nostro carattere e le nostre aspettative.

Nel frattempo io sono per l’equilibrio transitorio. Un rapporto esiste ma è subordinato alla volontà reciproca, al libero confronto, un comune accordo, un discorso sempre aperto. Ma è un altro discorso.

Spero ti sia stato utile.

P.S. Spero di non aver scandalizzato nessuno con questo mio post.

So’ poco di psicologia: Probabilmente questa è pura psicologia d’accatto, di quelle che si leggono sulle guide TV o in alcune Rubriche in quei giornalacci che leggono le nonne: Quelli pieni di storie d’amore, fotoromanzi, thriller etc…