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Potremmo riassumere così…

8 Feb

il dilemma dei giorni nostri.

… quello che molto spesso ci capita di pensare mentre osserviamo ciò che ci viene vomitato addosso quotidianamente, attraverso la scatola nera psicorimbecillente: la televisione. Che è come dire che in fondo non è colpa nostra ma in realtà sappiamo di esserci dentro fino al collo.

Riflessione nata durante una sporadica ed intermittente visione di AnnoZero su Rai Tre ieri sera.
Un Ispirazione maturata guardando un ragazzo facente parte di una comunità di abitanti in case fatte d’amianto che chiedeva quanto guadagnassero i parlamentari invitati al dibattito. Il suo consiglio alla politica fu’ perentorio: «quanto guadagna lei? Diecimila euro? Fosse per me la prenderei per un orecchio, per una spalla e la manderei a calci nel culo a lavorare».
Il suddetto ragazzo dopo essersi dichiarato apolitico, in quanto abbandonato dalla politica in una situazione folle, alla domanda «Quand’è che potresti avere fiducia in un politico?» rispose «Quando un politico avrà lo stesso stipendio di un operaio». Utopia marxista ho pensato. lui però è evidente che non sa’ neanche cosa sia il marxismo. Un fondo di verità c’è sempre. Quindi ho pensato che siamo in una delle situazioni più buie nella storia dalla costituzione ad oggi. Probabilmente è il vero crollo della Prima Repubblica. I potenti ci devono imbonire. Berlusconi insegna che la TV ed i Media possono tutto. Arriva così pure la stilettata al telegiornale di punta di quella che dovrebbe essere un’azienda culturale, la Rai di cui paghiamo il canone: «Non è un problema solo politico… anche i giornalisti! […] le faccio un esempio, a me che me ne frega di vedere un gatto su una tavola da surf al tg1? Niente! E pure il tg dei problemi della gente se ne sbatte, preferisce parlar della tinta di berlusconi o dei gatti che fanno surf».

Ed eccoci al bannerone di cui sopra.

In TV grande fratello, reality show e al notiziario famiglie sempre più povere.

In politica banchetti, sputi al senato e poi un richiamo a un confronto politico “serio e pacato”.

La varità è che la gente è stufa del sistema.

Il sistema risponde lucrando sul popolo (come sempre ha fatto) e visto che siamo al tracollo del sistema ci si ritrova ad aver la pancia vuota e a dover ridere di quattro stronzi in tv. Ah già, ai tempi dei romani si facevano elargizioni una tantum di farina e pane e si andava tutti al colosseo… ora parlano di extragettito e soldi che arrivano dalla lotta all’evasione fiscale per aumentare salari e pensioni…

…vedi che poi alla fine è la stessa cosa.

Ma le questioni del nostro tempo rimangono le stesse.

Meglio sposare un calciatore o andare a rubare, oppure trovarsi un lavoro onesto e cercare di non farsi fregare?

Il sistema ci vuole svelti e rapidi a rispettare le scadenze e a mandare SMS per televotare. Ci vuole appassionati, a quello che lui vuole.

Avreste dovuto vedere la faccia di Santoro. AH! Impagabile, poi, lo sbrodolarsi addosso chiedendo all’intervistato se la redazione gli avesse chiesto prima della diretta se avesse avuto qualche inquadramento politico.

Poi la casta mi parla “della casta”? Sai che me ne frega a me?

Quattro calci nel culo darei a chi si fa’ i cazzi propri con i soldi miei.

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“Una sera d’autunno, nostalgica…” reprise. From Friend to Friend.

24 Nov

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, non all’infinito, ma faccia un attimo il punto della situazione. Fare il punto. Punto.

Non Fare finta di girare attorno al problema, analizzando per quello che è stato o quello che potrebbe essere stato. Andare in profondità e cercare i motivi. Quelli veri. E piangere, se necessario.

Iniziare da se’ stessi, guardare se’ stessi in prospettiva è un buon modo per ricordare le proprie sensazioni e gli stati d’animo. Ricordarsi le angosce ed i bei momenti, le ansie e gli amplessi. Ricordare le proprie scelte, prese a ragione o torto. Immaginare cosa sarebbe successo se non ha più senso, ormai. Semplicemente imparare da se’ stessi. La donna che amavi se n’è andata? La storia è finita? Ti senti tradito e col culo per terra? Prima o poi ci passiamo tutti e tutti anche se non lo diciamo o lo sdrammatizziamo, ne abbiamo sofferto. La chiave, allora, è imparare dai propri errori. Rivalutarsi, analizzare il proprio io, la propria essenza, le azioni e le decisioni fatte. Trovare gli errori e imparare da essi.

“Sbagliando si impara” diceva l’odiosa maestra di matematica alle elementari.

Probabilmente non si impara nulla di veramente pratico, magari non si impara poiché dell’errore potremmo non accorgercene mai o solo perché in soldoni “sbagliando si sbaglia” e non si può imparare da errori non derivanti dalla nostra persona oda un mancato confronto; è più plausibile che si impari a conoscersi meglio ed a mettersi in discussione. Mettere in discussione il proprio concetto di amore, fedeltà e probabilmente ad avere un rapporto più sereno con i propri sentimenti. a capacità di mettere in discussione se’ stessi e il proprio operato è un’operazione difficilissima? Non credo, basterebbe fermarsi ogni tanto in settimana e dedicare qualche mezz’oretta all’esplorazione del proprio corpo: La mente, dove risiedono i ricordi e la particolari sensazioni provate; Il cuore, sede dell’amore, delle passioni, pulsioni, silente e doloroso custode delle più dolorose e recondite ferite. Elaborare i pensieri e i sentimenti, nell’ottica di migliorarsi e riprendersi per iniziare una nuova fase è fondamentale. Cambiare punto di vista: un’ operazione di “rottura mirata” rispetto ad uno status quo sentimentale ed affettivo potrebbe essere catastrofica se fatta nel modo sbagliato. Per questo è necessario sublimare le proprie impressioni, le proprie elucubrazioni in pensieri il più possibile razionali. Non fuggire dai nostri ricordi, sentimenti, o dalle nostre azioni; men che meno tentare di rimuoverli o non affrontarli: la sofferenza è una componente sempre presente nella psiche umana. Le ferite si rimarginano solo col tempo e la pazienza. Evitare di trasformare tutta la tristezza in rabbia, nervosismo o desiderio irrazionale di vendetta è un’ottima regola per rimanere lucidi e svegli.

Poi la rottura e la nuova fase SONO UNA CONDIZIONE ESSENZIALE! Rompere e rincominciare da zero. Non propriamente dall’inizio, perché ora si è imparato qualcosa in più su noi stessi. Sul nostro carattere e le nostre aspettative.

Nel frattempo io sono per l’equilibrio transitorio. Un rapporto esiste ma è subordinato alla volontà reciproca, al libero confronto, un comune accordo, un discorso sempre aperto. Ma è un altro discorso.

Spero ti sia stato utile.

P.S. Spero di non aver scandalizzato nessuno con questo mio post.

So’ poco di psicologia: Probabilmente questa è pura psicologia d’accatto, di quelle che si leggono sulle guide TV o in alcune Rubriche in quei giornalacci che leggono le nonne: Quelli pieni di storie d’amore, fotoromanzi, thriller etc…